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| Editoriale |
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Comunità educante
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di Antonio Denanni |
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Indiocesi.it
- Anno 6 - N.3 - maggio 2010 |
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Due emergenze
di notevole portata per la Chiesa italiana sono state individuate
in questo inizio di millennio: una è inerente all'educazione,
ovvero alla capacità da parte degli adulti di accompagnare il
processo di crescita delle nuove generazioni; l'altra è relativa
alla pastorale, cioè alla capacità della comunità ecclesiale di
sostenere il cammino di maturazione dei propri membri nella fede.
Si sa che il dialogo tra generazioni è sempre
più difficile. Si avverte nei mass-media (sempre pronti a
evidenziare gli aspetti negativi della Chiesa) e in molti credenti
adulti, quanto la Chiesa fatichi a raggiungere le proprie
finalità. Forse anche perché tali finalità non sono così
chiare, in una società in rapido mutamento.
Nella pedagogia attuale si dà molto rilievo
alla dimensione comunitaria, perché si ritiene che l'ambiente di
appartenenza e di riferimento abbia un'elevata capacità formativa
per l'interiorizzazione dei valori e rappresenti un'istanza
critica significativa nei confronti di atteggiamenti e di
orientamenti ricorrenti.
A livello
ecclesiale, la comunità educante è
costituita da tutti coloro che in qualche modo partecipano alla
vita della Chiesa, i quali insieme alla famiglia sono il centro
propulsore e responsabile di tutta l'esperienza educativa e
culturale. Un settore da sempre privilegiato e corteggiato è
quello dei giovani, dove la scommessa consiste soprattutto nella
capacità di entrare nei loro mondi e di frequentare i loro
lin-guaggi.
Antonio Denanni
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