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| Editoriale |
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Un'occasione
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di Antonio Denanni |
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Indiocesi.it
- Anno 6 - N.2 - marzo 2010 |
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È nota, ma
forse non ancora a tutti, l'origine della Giornata
internazionale della donna.
L' 8 marzo del 1857, nella città di Chicago (USA),
129 operaie furono bruciate vive nella fabbrica di tessuti dove
lavoravano. Avevano protestato per le condizioni disumane di
lavoro cui erano sottoposte: orari impossibili (fino a 16-17 ore
di seguito), mancanza di luce e di sicurezza, salari molto
inferiori a quelli degli uomini, pur nello stesso tipo di servizio
e con uguale resa.
Per non assecondare e diffondere le giuste
rivendicazioni di quelle lavoratrici, i padroni della fabbrica
decisero di sopprimere le donne chiudendole dentro e appiccando il
fuoco.
La grave violenza rimase nascosta per molti anni.
Solo nel 1910, il fatto fu reso noto in un'assemblea mondiale di
donne. In quella occasione si decise di rendere omaggio alle
operaie bruciate vive a Chicago dichiarando l' 8 marzo di ogni
anno: Giornata internazionale
della donna.
Non una semplice festa
commemorativa, dunque, ma un’occasione
di riflessione,
di impegno rinnovato, perché in tutti gli
ambienti le donne possano godere parità di diritti nella società
e nella famiglia e scoprire i valori racchiusi nella loro
femminilità, collaborando attivamente all'umanizzazione del
mondo.
Una riflessione che riguarda anche il ruolo della
donna nella Chiesa.
Antonio Denanni
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