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Storia religiosa del Pinerolese

La presenza delle Clarisse a Pinerolo

di Chiara Povero
Indiocesi.it - Anno 6 - N.2 - Marzo 2010
 

  La fondazione del convento delle Clarisse a Pinerolo ha datazione molto antica: alcuni la fanno risalire a san Francesco, che nel 1212 istituì l’ordine che porta il nome di santa Chiara.

Le prime notizie certe sulla presenza delle monache a Pinerolo sono datate al 1272-1275. Il monastero si trovava nella parte alta della città e il principe Giacomo di Savoia compare nel 1351 come uno dei suoi primi benefattori.

L’importanza ben presto acquisita dal monastero é provata dall’ingresso fra le sue mura di donne di grande rilievo, come la figlia di Filippo d’Acaja, che vi fece il suo ingresso nel 1342 e ne divenne poi badessa.

Nel 1626 le consorelle presenti nel monastero erano 36, nel 1714 il loro numero scese a 20 e l’anno successivo fu di 22. Tra di loro vi erano figlie di notabili, borghesi, medici, nobili di Pinerolo e dei territori limitrofi.

Una delle principali attività delle madri fu quella di gestire l’educandato per le figlie dei notabili pinerolesi: tale attività è documentata sin dal 1584, perché nei libri del monastero si parla di monaca, maestra e discepola.

Dalla visita svolta nel 1658 dal vicario dell’abbazia di santa Maria, padre Carlo di San Lorenzo, risulta che non vi fossero vere e proprie classi, ma che le suore avessero sotto la propria custodia due o tre educande ciascuna. Le ragazze dormivano nelle stesse celle delle monache. Erano educande delle madri di santa Chiara le figlie delle famiglie più altolocate pinerolesi: i Ressano, i Porporato, i Ferrero, i Tegasso, i De Cottis.

Il numero delle educande non andò mai oltre le 30, la loro età era compresa tra i 7 e i 25 anni, la retta si aggirava intorno alle 11 o 12 doppie l’anno, pagabili anche in natura, soprattutto con forniture di legna da ardere, dato che nel convento vi era un solo fuoco e le educande potevano accenderne uno nella cella solo se provviste di combustibile dai parenti. Il vi-sitatore in quell’occasione vietò che le giovani dor-missero nelle celle delle suore, che il loro numero fosse superiore a venti e che la loro età oltrepassasse i 24 anni, infine provvide che pagassero ogni sei mesi non meno di 12 doppie per il loro mantenimento.

Come gran parte degli istituti religiosi in età napoleonica, anche il convento delle clarisse di Pinerolo fu soppresso con decreto del governo francese il 16 agosto del 1802, ma già tre anni prima il monastero aveva dovuto versare in due rate al municipio il cosiddetto dono patriottico ammontante a lire 2700 e nel 1800 la badessa Chiara di Sanfront aveva dovuto consegnare al governo tutte le rendite ammontanti a lire 9551.

Nel 1826 il convento, divenuto proprietà del signor Claudio Caligaris, fu trasformato in filanda e l’anno dopo occupato dagli Oblati, che lo abitarono fino al 1857. Nel 1859 vi fu istallato un ospedale per la mendicità, mentre in anni più recenti l’edificio è stato adibito a ricovero per anziani.

Chiara Povero