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La
fondazione del convento delle Clarisse a Pinerolo ha datazione
molto antica: alcuni la fanno risalire a san Francesco, che nel
1212 istituì l’ordine che porta il nome di santa Chiara.
Le prime notizie certe sulla presenza delle
monache a Pinerolo sono datate al 1272-1275. Il monastero si
trovava nella parte alta della città e il principe Giacomo di
Savoia compare nel 1351 come uno dei suoi primi benefattori.
L’importanza ben presto acquisita dal
monastero é provata dall’ingresso fra le sue mura di donne di
grande rilievo, come la figlia di Filippo d’Acaja, che vi fece
il suo ingresso nel 1342 e ne divenne poi badessa.
Nel 1626 le consorelle presenti nel monastero
erano 36, nel 1714 il loro numero scese a 20 e l’anno successivo
fu di 22. Tra di loro vi erano figlie di notabili, borghesi,
medici, nobili di Pinerolo e dei territori limitrofi.
Una delle principali attività delle madri fu
quella di gestire l’educandato per le figlie dei notabili
pinerolesi: tale attività è documentata sin dal 1584, perché
nei libri del monastero si parla di monaca, maestra e discepola.
Dalla visita svolta nel 1658 dal vicario dell’abbazia
di santa Maria, padre Carlo di San Lorenzo, risulta che non vi
fossero vere e proprie classi, ma che le suore avessero sotto la
propria custodia due o tre educande ciascuna. Le ragazze dormivano
nelle stesse celle delle monache. Erano educande delle madri di
santa Chiara le figlie delle famiglie più altolocate pinerolesi:
i Ressano, i Porporato, i Ferrero, i Tegasso, i De Cottis.
Il numero delle educande non andò mai oltre le
30, la loro età era compresa tra i 7 e i 25 anni, la retta si
aggirava intorno alle 11 o 12 doppie l’anno, pagabili anche in
natura, soprattutto con forniture di legna da ardere, dato che nel
convento vi era un solo fuoco e le educande potevano accenderne
uno nella cella solo se provviste di combustibile dai parenti. Il
vi-sitatore in quell’occasione vietò che le giovani dor-missero
nelle celle delle suore, che il loro numero fosse superiore a
venti e che la loro età oltrepassasse i 24 anni, infine provvide
che pagassero ogni sei mesi non meno di 12 doppie per il loro
mantenimento.
Come gran parte degli istituti religiosi in
età napoleonica, anche il convento delle clarisse di Pinerolo fu
soppresso con decreto del governo francese il 16 agosto del 1802,
ma già tre anni prima il monastero aveva dovuto versare in due
rate al municipio il cosiddetto dono patriottico ammontante a lire
2700 e nel 1800 la badessa Chiara di Sanfront aveva dovuto
consegnare al governo tutte le rendite ammontanti a lire 9551.
Nel 1826 il convento,
divenuto proprietà del signor Claudio Caligaris, fu trasformato
in filanda e l’anno dopo occupato dagli Oblati, che lo abitarono
fino al 1857. Nel 1859 vi fu istallato un ospedale per la
mendicità, mentre in anni più recenti l’edificio è stato
adibito a ricovero per anziani.
Chiara Povero
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