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Pennellate bibliche

Avere, godere, apparire o essere

di Carlo Gonella
Indiocesi.it - Anno 6 - N.2 - marzo 2010
 

  C'era un uomo ricco, che indossava vestiti di porpora e di lino finissimo, e ogni giorno si dava a lauti banchetti. Un povero, di nome Lazzaro, stava alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi con quello che cadeva dalla tavola del ricco; ma erano i cani che venivano a leccare le sue piaghe. Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli accanto ad Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto. Stando negli inferi fra i tormenti, alzò gli occhi e vide di lontano Abramo, e Lazzaro accanto a lui. Allora gridando disse: "Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell'acqua la punta del dito e a bagnarmi la lingua, perché soffro terribilmente in questa fiamma". Ma Abramo rispose: "Figlio, ricordati che, nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora in questo modo lui è consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti. Per di più, tra noi e voi è stato fissato un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi, non possono, né di lì possono giungere fino a noi". E quello replicò: "Allora, padre, ti prego di mandare Lazzaro a casa di mio padre, perché ho cinque fratelli. Li ammonisca severamente, perché non vengano anch'essi in questo luogo di tormento". Ma Abramo rispose: "Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro". E lui replicò: "No, padre Abramo, ma se dai morti qualcuno andrà da loro, si convertiranno". Abramo rispose: "Se non ascoltano Mosè e i Profeti, non saranno persuasi neanche se uno risorgesse dai morti". (Lc. 16,19-31)

Il testo di Luca è noto. Siamo talmente abituati a sentirlo, che quanto ci viene suggerito ormai ci passa sulla testa proprio come le raccomandazioni che genitori e /o professori spesso ripetono.

Siamo diventati super esperti nel disinnescare totalmente la forza dirompente di questa parabola, che ci chiede conto di come ci poniamo sia di fronte al denaro sia di fronte alle necessità di chi ha nulla da salvare, spesso neanche più la speranza di sopravvivere.

Allora per tentare di lasciarci scuotere, proviamo un piccolo gioco: proviamo a meditare quanto letto alla luce di un testo appartenente al Sufismo riprodotto qui sotto. Facciamolo ricordando le parole di Pietro riportate negli Atti degli apostoli:

Pietro disse loro: "Voi sapete che non è lecito a un Ebreo stare con un pagano o entrare in casa sua. Ma Dio mi ha mostrato che non si deve evitare nessun uomo come impuro.(…)

Allora Pietro prese la parola e disse: "Davvero mi rendo conto che Dio tratta tutti alla stessa maniera: egli infatti ama tutti quelli che credono in lui e vivono secondo la sua volontà, senza guardare a quale popolo appartengono. (At. 10, 28. 34-35)

Carlo Gonella