Indiocesi.it

GIORNALE DELL'UFFICIO SCUOLA INSEGNANTI DI RELIGIONE DELLA DIOCESI DI PINEROLO

 



Home page
Il progetto "Indiocesi"
Redazione
Archivio
Contatti
Links utili
Testate diocesane
Album fotografico
 









 


Home Page :: Indietro

 
Supplemento d'anima

Irene Zubaida Khan

di A D
Indiocesi.it - Anno 6 - N.1 - gennaio 2010
 

   Irene Zubaida Khan è da 8 anni (scadrà a dicembre di quest’anno) il Segretario Generale di Amnesty International. Originaria del Bangladesh è cresciuta in una famiglia relativamente ricca, tra la povertà e la guerra civile, all'epoca in cui il Bangladesh ottenne l'indipendenza dal Pakistan. La guerra e gli abusi dei diritti umani che si verificarono, nonché l’esperienza di rifugiata in Irlanda del Nord, formarono in lei l’indole dell'attivista per i diritti umani. Si è specializzata in diritto internazionale e umanitario, per anni si è occupata di rifugiati, di persone disperse durante i conflitti e di pulizie etniche per conto dell'UNHCR (l'Agenzia per i Rifugiati delle Nazioni Unite).
    Irene Zubaida Khan, settimo segretario, è la prima donna, la prima asiatica, la prima musulmana ad essere nominata a capo della più famosa Organizzazione non Governativa. È anche la prima bengalese ad essere riuscita a raggiungere i vertici di una delle più prestigiose associazioni di volontariato mondiale. Profondamente impegnata contro la violenza alle donne, ha chiesto a numerosi governanti una migliore protezione dei diritti umani delle donne. La sua stessa nomina a segretario di Amnesty - ha dichiarato Irene - è stato un momento simbolico per tante donne, che hanno visto in lei un simbolo del riscatto e dell’autorea-lizzazione dei poveri del mondo, che s’impegnano e lottano contro le miserie e le ingiustizie.
  "Le violazioni dei diritti umani sono perpetrate su scala massiccia, a centinaia, migliaia, milioni. Ma nella sua vera essenza, Amnesty Internatio-nal si occupa di individui: coloro i cui diritti sono violati e coloro che denunciano queste situazioni. Le violazioni dei diritti umani non riguardano 'gli altri', ma una madre, un fratello, un figlio. Così ha commentato nell’accettare il suo incarico. A.D.