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Irene
Zubaida Khan è da 8 anni (scadrà a dicembre di quest’anno) il
Segretario Generale di Amnesty International. Originaria
del Bangladesh è cresciuta in una famiglia relativamente ricca,
tra la povertà e la guerra civile, all'epoca in cui il Bangladesh
ottenne l'indipendenza dal Pakistan. La guerra e gli abusi dei
diritti umani che si verificarono, nonché l’esperienza di
rifugiata in Irlanda del Nord, formarono in lei l’indole
dell'attivista per i diritti umani. Si è specializzata in diritto
internazionale e umanitario, per anni si è
occupata di rifugiati, di persone
disperse durante i conflitti e di pulizie
etniche per conto dell'UNHCR (l'Agenzia per i
Rifugiati delle Nazioni Unite).
Irene Zubaida Khan,
settimo segretario, è la prima donna, la
prima asiatica, la prima musulmana ad essere nominata a capo della
più famosa Organizzazione non Governativa.
È anche la prima bengalese
ad essere riuscita a raggiungere i vertici di una delle più
prestigiose associazioni di volontariato mondiale. Profondamente
impegnata contro la violenza alle donne, ha chiesto a numerosi
governanti una migliore protezione dei diritti umani delle donne.
La sua stessa nomina a segretario di Amnesty - ha
dichiarato Irene - è stato un momento simbolico
per tante donne, che hanno visto in lei un simbolo del riscatto e
dell’autorea-lizzazione dei poveri del mondo, che s’impegnano
e lottano contro le miserie e le ingiustizie.
"Le violazioni dei diritti umani
sono perpetrate su scala massiccia, a centinaia, migliaia, milioni.
Ma nella sua vera essenza, Amnesty Internatio-nal
si occupa di individui: coloro i cui diritti sono violati e coloro
che denunciano queste situazioni. Le violazioni dei diritti umani
non riguardano 'gli altri', ma una madre, un fratello,
un figlio. Così ha commentato nell’accettare
il suo incarico. A.D.
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