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| Editoriale |
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I tecnoager
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di Antonio Denanni |
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Indiocesi.it
- Anno 6 - N.1 - gennaio 2010 |
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Negli anni Sessanta e Settanta si
parlava di «Rivoluzione silenziosa» (Inglehart) del pensiero e
del costume, oggi si parla di «Rivoluzione liquida» (Z. Bauman)
soprattutto per via dei mezzi e dei modi di comunicare.
È
di esperienza comune la profonda incidenza che hanno i telefonini,
i computer, internet e in genere le nuove tecnologie informatiche
sulla vita di tutti, ma soprattutto dei «teenager», vale a dire
di coloro che hanno tra i dieci e i vent’anni. Al punto che il
9° Rapporto Eurispes-Telefono Azzurro li ha chiamati «tecno-ager»
piuttosto che «teenager».
Gli
studiosi dicono che si è di fronte a nuove forme di apprendere
notevolmente diverse da quelle delle generazioni passate, anche di
quella immediatamente prossima alla presente. La frequentazione
della rete favorisce infatti modalità di conoscenza più per
immagini che per concetti, è più attenta al concreto che a ciò
che appare astratto e seleziona più ciò che appare utile che
ciò che è vero e bello.
Inoltre
se da un lato la rete dà spazio allo scambio, alla conoscenza,
all’in-contro, dall’altro lato lo stare soli davanti al
computer o al telefonino, rischia di favorire una
«socializzazione solitaria».
Forse
i nuovi media stanno forgiando una nuova leva di cittadini. I
teenager - trasformatisi sempre più in tecnoager - trovano o
ricercano nel mondo del web, fonti e modi alternativi per la
formazione della loro mentalità e personalità.
Dalla
piazza si è passati alla rete, la nuova «agorà virtuale»
Antonio Denanni
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