Indiocesi.it

GIORNALE DELL'UFFICIO SCUOLA INSEGNANTI DI RELIGIONE DELLA DIOCESI DI PINEROLO

 



Home page
Il progetto "Indiocesi"
Redazione
Archivio
Contatti
Links utili
Testate diocesane
Album fotografico
 









 


Home Page :: Indietro

 
Pennellate bibliche

Gabbato lo santo

di Carlo Gonella
Indiocesi.it - Anno 6 - N.1 - gennaio 2010
 

    In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria. Tutti andavano a farsi censire, ciascuno nella propria città. Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nàzaret, salì in Giudea alla città di Davide chiamata Be-tlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide. Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era incinta. Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c'era posto nell'alloggio. (…) I suoi genitori si recavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono secondo la consuetudine della festa. Ma, trascorsi i giorni, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Credendo che egli fosse nella comitiva, fecero una giornata di viaggio e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme. Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre li ascoltava e li interrogava. (Lc. 2, 1-7.41-46)
   “Passata la festa gabbato lo santo” così recita un vecchio detto, ma vale la pena indugiare ancora un po’ sulle recenti festività natalizie, per non dimenticarne troppo in fretta il significato.
   Nel suo vangelo Luca ci consente di cogliere con immediatezza il significato dell’Incarnazione. Ovviamente se ci si mette a riflettere per spiegarne il mistero il rischio è quello di perdersi, ma a noi va bene limitarci all’aspetto più intuitivo.
   Scopriamo allora che Gesù passa attraverso la trafila dell’uomo qualunque, nessuna scorciatoia per lui: il censimento, il conseguente cammino di Maria e Giuseppe; i disagi; le incomprensioni tipiche della famiglia dove cresce un adolescente che reclama giusti spazi di autonomia, che però generano l’ovvia apprensione nei genitori…. la vicenda, dunque, dell’uomo qualunque, condivisa totalmente da Cristo:
egli, pur essendo nella condizione di Dio, non ritenne un privilegio l'essere come Dio, ma svuotò se stesso assumendo una condizione di servo, diventando simile agli uomini.
Dall'aspetto riconosciuto come uomo, umiliò se stesso facendosi ob-bediente fino alla morte
(Fil. 2, 6-8)
Ecco il mistero dell’incarnazione: l’amore! Amore che per manifestarsi deve passare attraverso la condivisione totale della sorte dell’amato.

Carlo Gonella