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In quei giorni un
decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di
tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio
era governatore della Siria. Tutti andavano a farsi censire,
ciascuno nella propria città. Anche Giuseppe, dalla Galilea,
dalla città di Nàzaret, salì in Giudea alla città di Davide
chiamata Be-tlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla
famiglia di Davide. Doveva farsi censire insieme a Maria, sua
sposa, che era incinta. Mentre si trovavano in quel luogo, si
compirono per lei i giorni. Diede alla luce il suo figlio
primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia,
perché per loro non c'era posto nell'alloggio. (…) I suoi
genitori si recavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di
Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono secondo la
consuetudine della festa. Ma, trascorsi i giorni, mentre
riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a
Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Credendo che
egli fosse nella comitiva, fecero una giornata di viaggio e poi si
misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo
trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme. Dopo tre giorni
lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre li
ascoltava e li interrogava.
(Lc. 2, 1-7.41-46)
“Passata la festa gabbato lo santo” così recita
un vecchio detto, ma vale la pena indugiare ancora un po’ sulle
recenti festività natalizie, per non dimenticarne troppo in
fretta il significato.
Nel suo vangelo Luca ci consente di cogliere con
immediatezza il significato dell’Incarnazione. Ovviamente se ci
si mette a riflettere per spiegarne il mistero il rischio è
quello di perdersi, ma a noi va bene limitarci all’aspetto più
intuitivo.
Scopriamo
allora che Gesù passa attraverso la trafila dell’uomo
qualunque, nessuna scorciatoia per lui: il censimento, il
conseguente cammino di Maria e Giuseppe; i disagi; le
incomprensioni tipiche della famiglia dove cresce un adolescente
che reclama giusti spazi di autonomia, che però generano l’ovvia
apprensione nei genitori…. la vicenda, dunque, dell’uomo
qualunque, condivisa totalmente da Cristo:
egli, pur essendo nella condizione di Dio, non ritenne un
privilegio l'essere come Dio, ma svuotò se stesso assumendo una
condizione di servo, diventando simile agli uomini.
Dall'aspetto riconosciuto come uomo, umiliò se stesso facendosi
ob-bediente fino alla morte (Fil. 2, 6-8)
Ecco il mistero dell’incarnazione: l’amore! Amore che per
manifestarsi deve passare attraverso la condivisione totale della
sorte dell’amato.
Carlo Gonella
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