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Supplemento d'anima

Margherite Barankitse

di A D
Indiocesi.it - Anno 5 - N.5 - novembre 2009
 

   Marguerite Barankitse, originaria di una nobile famiglia tutsi, nel Burundi, è rimasta orfana a cinque anni ed è vissuta sempre con uno zio (diventato poi Ministro). Fin da piccola si è fatta notare per gli ottimi risultati scolastici e il carattere forte e indipendente. Ma proprio questa sua franchezza le è costata la sospensione dalle funzioni pubbliche quando, giovane insegnante nel collegio di Ruyigi, ha rivendicato il diritto all'istruzione per tutti, hutu e tutsi. "Non potevo sopportare che un giovane hutu, nono-stante avesse superato brillantemente gli esami, venisse rispedito nei bananeti solo perché era nato sulla collina sbagliata, mentre tutti i tutsi, anche quelli che faticavano a scuola, entravano senza problemi all'università". Così Maggy fu costretta a lasciare il paese, mandata a studiare in Svizzera, occasione che molti suoi connazionali avrebbero sfruttato per stabilirsi in Europa. Ma lei no. "Ho studiato per servire la mia gente" dice e così è ritornata nel suo Burundi, dilaniato dalla guerra civile tra tutsi e hutu. Qui a partire dal 1994 ha fondato tre case di accoglienza per piccoli orfani, di ogni etnia, vittime della violenza e dell’odio, che hanno ospitato più di 10000 bambini.

Pluripremiata per il suo incredibile lavoro, ha ricevuto anche il premio internazionale di "Difensore dei diritti umani", istituito dal governo francese in occasione del 50° anniversario della Dichiarazione, dei Diritti Umani.

Maggy ha sempre rifiutato di definire le sue case un orfanotrofio, perchè l'orfanotrofio è sinonimo di anonima-to e ha tutti i presupposti per formare uomini e donne amari ed infelici. Per lei la cosa più importante è ricostruire il legame familiare che si è perso.