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Marguerite
Barankitse, originaria di una nobile famiglia tutsi, nel Burundi,
è rimasta orfana a cinque anni ed è vissuta sempre con uno zio
(diventato poi Ministro). Fin da piccola si è fatta notare per
gli ottimi risultati scolastici e il carattere forte e
indipendente. Ma proprio questa sua franchezza le è costata la
sospensione dalle funzioni pubbliche quando, giovane insegnante
nel collegio di Ruyigi, ha rivendicato il diritto all'istruzione
per tutti, hutu e tutsi. "Non potevo sopportare che un
giovane hutu, nono-stante avesse superato brillantemente gli
esami, venisse rispedito nei bananeti solo perché era nato sulla
collina sbagliata, mentre tutti i tutsi, anche quelli che
faticavano a scuola, entravano senza problemi
all'università". Così Maggy fu costretta a lasciare il
paese, mandata a studiare in Svizzera, occasione che molti suoi
connazionali avrebbero sfruttato per stabilirsi in Europa. Ma lei
no. "Ho studiato per servire la mia gente" dice e così
è ritornata nel suo Burundi, dilaniato dalla guerra civile tra
tutsi e hutu. Qui a partire dal 1994 ha fondato tre case di
accoglienza per piccoli orfani, di ogni etnia, vittime della
violenza e dell’odio, che hanno ospitato più di 10000 bambini.
Pluripremiata per il suo incredibile lavoro, ha
ricevuto anche il premio internazionale di "Difensore dei
diritti umani", istituito dal governo francese in occasione
del 50° anniversario della Dichiarazione, dei Diritti Umani.
Maggy ha sempre rifiutato di definire le sue
case un orfanotrofio, perchè l'orfanotrofio è sinonimo di
anonima-to e ha tutti i presupposti per formare uomini e donne
amari ed infelici. Per lei la cosa più importante è ricostruire
il legame familiare che si è perso.
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