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Angelica
Edna Calò Livnè, israeliana e Samar Sahbar, palestinese, vivono
a poca distanza l’una dall’altra, ma fra loro c’è un muro.
Un muro che da tre anni impedisce loro di incontrarsi. Di qua e di
là del Muro di separazione lavorano perché un giorno quella
barriera non ci sia più. Le due donne combattono l’odio in modo
diverso. Angelica è insegnante e regista e ha creato la
Fondazione “Beresheet LaShalom” che realizza progetti di
educazione alla pace e sostegno al dialogo interculturale e
interreligioso. Nel 2004 è stata insignita del Premio Assisi e
nel 2006 candidata al Nobel per la pace. Samar ha creato la prima
casa d’accoglienza per donne:”Casa di Lazzaro”. Accoglie e
cresce trenta bambine e ragazze palestinesi orfane e cerca di dare
loro un futuro. Continua l’opera dei suoi genitori che nel 1971
aprirono un orfanotrofio per tanti piccoli abbandonati e soli.
Angelica e Samar si sono incontrate a Bergamo per ritirare il
Premio alla solidarietà Takunda il 27 maggio 2008 al Teatro
Donizetti. Istituito dall’Ong Cesvi, il Takunda, da cinque anni,
premia le buone idee di Ong, aziende, associazioni che si sono
distinte nell’impegno e in progetti per la cooperazione e lo
sviluppo. Sul palco Angelica e Samar hanno parlato poco. Il
messaggio di pace l’hanno lasciato i ragazzi del teatro dell’arcobaleno,
la compagnia di 40 giovani ebrei, musulmani, occidentali e arabi,
creata dalla fondazione di Angelica.
Le amiche Angelica e Samar condividono il sogno che israeliani e
palestinesi non si temano, né si odino e possano imparare a
conoscersi ed apprezzarsi per sempre.
Simona Bruera
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