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“Allora i farisei,
avendo udito che egli aveva chiuso la bocca ai sadducei, si
riunirono insieme 35e uno di loro, un dottore della
Legge, lo interrogò per metterlo alla prova: 36"Maestro,
nella Legge, qual è il grande comandamento?". Gli rispose: "Amerai
il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima
e con tutta la tua mente. Questo è il grande e primo
comandamento. Il secondo poi è simile a quello: Amerai il tuo
prossimo come te stesso. 40Da questi due
comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti". (Mt.
22, 34-40).
Anche quando non vi sono discutibili secondi
fini, come nel caso descritto da Matteo,le nostre domande
rischiano di non essere “pure” e disinteressate.
Quante volte anche noi ci rivolgiamo a Dio per
cercare scorciatoie e così risolvere un nostro problema. Ci
rifugiamo nella religione per trovare facili e comode
rassicurazioni, avere conforto… Tuttavia spesso la Bibbia ci
spiazza: anziché rassicurarci ci getta nell’inquietudine e ci
pone interamente di fronte alle nostre responsabilità.
E’ anche il caso della nostra pagina:
AMERAI!, così recita il comandamento. Noi vorremmo cavarcela a
buon mercato, in fondo riteniamo di essere a posto di fronte a
Dio, non osserviamo i suoi comandi? Non basta forse?
AMERAI!, così recita il comandamento. Il verbo
è utilizzato al tempo futuro. Ma come? Non basta decidere di aver
amato una volte per tutte? Non basta aver fatto una volte per
tutte il nostro atto di fede?
NO! Ci viene chiesto di essere credenti
(attenti si tratta di un participio presente!) cioè di essere
fedeli giorno dopo giorno con tutte le difficoltà che ciò
comporta.
Perché questa scomodità: continuare a cercare
e a dare amore giorno dopo giorno, prossimo dopo prossimo?
Forse il testo ci vuole insegnare in cosa
consiste la vera religione: non chiudersi in se stessi e sentirsi
a posto per compiacere se stessi. Non dobbiamo dimenticare quanto
ci ricorda il profeta Osea:”dice il Signore: "Israeliti,
andate pure al santuario di Betel e peccate! Andate a Galgala e
peccate ancora di più! Il mattino dopo l'arrivo portate i vostri
animali da sacrificare, e il giorno seguente le vostre
decime.Offrite pu-re il vostro pane lievitato per il sacrificio di
lode. Vantatevi delle vostre offerte spontanee. Sono queste le
cose che vi piacciono!” (Os. 4, 4-5)
Al contrario ci viene chiesto di metterci ogni giorno in
discussione, per ricominciare…
Carlo Gonella
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