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Pennellate bibliche

Amerai...

di Carlo Gonella
Indiocesi.it - Anno 5 - N.5 - novembre 2009
 

  “Allora i farisei, avendo udito che egli aveva chiuso la bocca ai sadducei, si riunirono insieme 35e uno di loro, un dottore della Legge, lo interrogò per metterlo alla prova: 36"Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?". Gli rispose: "Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Questo è il grande e primo comandamento. Il secondo poi è simile a quello: Amerai il tuo prossimo come te stesso. 40Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti". (Mt. 22, 34-40).

Anche quando non vi sono discutibili secondi fini, come nel caso descritto da Matteo,le nostre domande rischiano di non essere “pure” e disinteressate.

Quante volte anche noi ci rivolgiamo a Dio per cercare scorciatoie e così risolvere un nostro problema. Ci rifugiamo nella religione per trovare facili e comode rassicurazioni, avere conforto… Tuttavia spesso la Bibbia ci spiazza: anziché rassicurarci ci getta nell’inquietudine e ci pone interamente di fronte alle nostre responsabilità.

E’ anche il caso della nostra pagina: AMERAI!, così recita il comandamento. Noi vorremmo cavarcela a buon mercato, in fondo riteniamo di essere a posto di fronte a Dio, non osserviamo i suoi comandi? Non basta forse?

AMERAI!, così recita il comandamento. Il verbo è utilizzato al tempo futuro. Ma come? Non basta decidere di aver amato una volte per tutte? Non basta aver fatto una volte per tutte il nostro atto di fede?

NO! Ci viene chiesto di essere credenti (attenti si tratta di un participio presente!) cioè di essere fedeli giorno dopo giorno con tutte le difficoltà che ciò comporta.

Perché questa scomodità: continuare a cercare e a dare amore giorno dopo giorno, prossimo dopo prossimo?

Forse il testo ci vuole insegnare in cosa consiste la vera religione: non chiudersi in se stessi e sentirsi a posto per compiacere se stessi. Non dobbiamo dimenticare quanto ci ricorda il profeta Osea:”dice il Signore: "Israeliti, andate pure al santuario di Betel e peccate! Andate a Galgala e peccate ancora di più! Il mattino dopo l'arrivo portate i vostri animali da sacrificare, e il giorno seguente le vostre decime.Offrite pu-re il vostro pane lievitato per il sacrificio di lode. Vantatevi delle vostre offerte spontanee. Sono queste le cose che vi piacciono!” (Os. 4, 4-5)

Al contrario ci viene chiesto di metterci ogni giorno in discussione, per ricominciare…

Carlo Gonella