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Pennellate bibliche

Immigrazione e cammino col Signore

di Carlo Gonella
Indiocesi.it - Anno 5 - N.4 - settembre 2009
 

  Acab riferì a Gezabele tutto quello che Elia aveva fatto e che aveva ucciso di spada tutti i profeti. Gezabele inviò un messaggero a Elia per dirgli: “Gli dèi mi facciano questo e anche di peggio, se domani a quest'ora non avrò reso la tua vita come la vita di uno di loro”. Elia, impaurito, si alzò e se ne an-dò per salvarsi. Giunse a Bersabea di Giuda. Lasciò là il suo servo. S'inoltrò nel deserto una giornata di cammino e andò a sedersi sotto una ginestra. Desideroso di morire, disse: “Ora basta, Signore! Prendi la mia vita, perché io non sono migliore dei miei padri”. Si coricò e si addormentò sotto la ginestra. Ma ecco che un angelo lo toccò e gli disse: “Alzati, mangia!”.Egli guardò e vide vicino alla sua testa una focaccia, cotta su pietre roventi, e un orcio d'acqua (1Re 19,1-6)
   Fu rivolta a lui (Elia) la parola del Signore: “Alzati, va' a Sarepta di Sidone; ecco, io là ho dato ordine a una vedova di sostenerti“. Egli si alzò e andò a Sarepta. Arrivato alla porta della città, ecco una vedova che raccoglieva legna. La chiamò e le disse: “Pren-dimi un po' d'acqua in un vaso, perché io possa bere“. Mentre quella andava a prenderla, le gridò: “Per favore, prendimi anche un pezzo di pane“. Quella rispose: “Per la vita del Signore, tuo Dio, non ho nulla di cotto, ma solo un pugno di farina nella giara e un po' d'olio nell'orcio; ora raccolgo due pezzi di legna, dopo andrò a prepararla per me e per mio figlio: la mangeremo e poi moriremo“. Elia le disse: “Non temere; va' a fare come hai detto. Prima però prepara una piccola focaccia per me e portamela; quindi ne preparerai per te e per tuo figlio, poiché così dice il Signore, Dio d'Israele: “La farina della giara non si esaurirà e l'orcio dell'olio non diminuirà fino al giorno in cui il Signore manderà. (1Re 17,8-14)
   Altri come me, forse sono sobbalzati domenica 9 agosto, quando, nel bel mezzo della messa, siamo stati invitati a ripetere più volte, a voce alta, questa perentoria affermazione: Il tuo pane, Signore, sostiene i poveri in cammino! Si trattava del ritornello al salmo responsoriale e si era a pochi giorni da una, purtroppo non unica, tragedia del mare di immigrati africani.
   E’ bene ricordare che le letture prevedevano un testo del vangelo di Giovanni noto come Gesù pane di vita oltre a un brano dove protagonista era il profeta Elia. Ma fermiamoci un momento sulla figura di Elia. Nel primo libro dei Re troviamo alcuni capitoli (17-18-19). che costituiscono il cosiddetto ciclo di Elia. Questo profeta deve fare i conti con la scarsa propensione alla coerenza e alla fedeltà a Dio dei suoi contemporanei, che, dietro la spinta dell’opinione che si va diffondendo, sostenuta dal potere (la regina Gezabele), non esitano ad adeguarsi al culto idolatrico verso le divinità straniere. La sua fermezza lo porta ad affrontare situazioni per nulla piacevoli, tuttavia non desiste. Infatti benché povero e esule, troverà chi è disposto a mettersi in gioco per sostenerlo.
   E’ forte la tentazione di spiritualizzare all’eccesso la Bibbia fino a disincarnarla dal vissuto quotidiano, ma di tanto in tanto emergono strane coincidenze, come quella ricordata, che pongono anche noi di fronte alla stessa alternativa incontrata da Elia: dare retta al senso comune oppure alla Parola di Dio? E se i poveri in cammino sono sostenuti dal Signore, come possiamo noi suoi discepoli dimenticare con noncuranza le loro miserie?

Carlo Gonella