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Acab riferì a Gezabele tutto quello che
Elia aveva fatto e che aveva ucciso di spada tutti i profeti.
Gezabele inviò un messaggero a Elia per dirgli: “Gli dèi mi
facciano questo e anche di peggio, se domani a quest'ora non avrò
reso la tua vita come la vita di uno di loro”. Elia, impaurito,
si alzò e se ne an-dò per salvarsi. Giunse a Bersabea di Giuda.
Lasciò là il suo servo. S'inoltrò nel deserto una giornata di
cammino e andò a sedersi sotto una ginestra. Desideroso di
morire, disse: “Ora basta, Signore! Prendi la mia vita, perché
io non sono migliore dei miei padri”. Si coricò e si
addormentò sotto la ginestra. Ma ecco che un angelo lo toccò e
gli disse: “Alzati, mangia!”.Egli guardò e vide vicino alla
sua testa una focaccia, cotta su pietre roventi, e un orcio
d'acqua (1Re 19,1-6)
Fu rivolta a lui (Elia) la parola del
Signore: “Alzati, va' a Sarepta di Sidone; ecco, io là ho dato
ordine a una vedova di sostenerti“. Egli si alzò e andò a
Sarepta. Arrivato alla porta della città, ecco una vedova che
raccoglieva legna. La chiamò e le disse: “Pren-dimi un po'
d'acqua in un vaso, perché io possa bere“. Mentre quella andava
a prenderla, le gridò: “Per favore, prendimi anche un pezzo di
pane“. Quella rispose: “Per la vita del Signore, tuo Dio, non
ho nulla di cotto, ma solo un pugno di farina nella giara e un po'
d'olio nell'orcio; ora raccolgo due pezzi di legna, dopo andrò a
prepararla per me e per mio figlio: la mangeremo e poi moriremo“.
Elia le disse: “Non temere; va' a fare come hai detto. Prima
però prepara una piccola focaccia per me e portamela; quindi ne
preparerai per te e per tuo figlio, poiché così dice il Signore,
Dio d'Israele: “La farina della giara non si esaurirà e l'orcio
dell'olio non diminuirà fino al giorno in cui il Signore manderà.
(1Re 17,8-14)
Altri come me, forse sono sobbalzati domenica 9
agosto, quando, nel bel mezzo della messa, siamo stati invitati a
ripetere più volte, a voce alta, questa perentoria affermazione: Il
tuo pane, Signore, sostiene i poveri in cammino! Si trattava
del ritornello al salmo responsoriale e si era a pochi giorni da
una, purtroppo non unica, tragedia del mare di immigrati africani.
E’ bene ricordare che le letture prevedevano un
testo del vangelo di Giovanni noto come Gesù pane di vita oltre
a un brano dove protagonista era il profeta Elia. Ma fermiamoci un
momento sulla figura di Elia. Nel primo libro dei Re troviamo
alcuni capitoli (17-18-19). che costituiscono il cosiddetto ciclo
di Elia. Questo profeta deve fare i conti con la scarsa
propensione alla coerenza e alla fedeltà a Dio dei suoi
contemporanei, che, dietro la spinta dell’opinione che si va
diffondendo, sostenuta dal potere (la regina Gezabele), non
esitano ad adeguarsi al culto idolatrico verso le divinità
straniere. La sua fermezza lo porta ad affrontare situazioni per
nulla piacevoli, tuttavia non desiste. Infatti benché povero e
esule, troverà chi è disposto a mettersi in gioco per
sostenerlo.
E’ forte la tentazione di spiritualizzare all’eccesso
la Bibbia fino a disincarnarla dal vissuto quotidiano, ma di tanto
in tanto emergono strane coincidenze, come quella ricordata, che
pongono anche noi di fronte alla stessa alternativa incontrata da
Elia: dare retta al senso comune oppure alla Parola di Dio? E se
i poveri in cammino sono sostenuti dal Signore, come possiamo
noi suoi discepoli dimenticare con noncuranza le loro miserie?
Carlo Gonella
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