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Supplemento d'anima

Gaston Dayanand

di A D
Indiocesi.it - Anno 5 - N.4 - settembre 2009
 

   Gaston Dayanand, sconosciuto ai più, è un cittadino francese che è diventato famoso soprattutto per aver ispirato Dominique Lapierre, a creare il personaggio di padre Lambert, nel suo best seller La città dalla gioia.
  
Il suo vero nome è Gaston Grandjean, che nel 1992 ha cambiato in Gaston Dayanand («Felice misericordia di Dio», in hindi e in bengali) quando dopo anni di dedizione ai poveri ha ottenuto la cittadinanza indiana.
   Partito per l'India nel 1972 con solo un diploma di infermiere in tasca, si è stabilito a Calcutta, nella slum di Pilkhana, vivendo in condizioni di assoluta povertà come il resto della popolazione, dedicando tutta la sua vita al servizio dei diseredati delle sterminate bidonville di Calcutta. Per sua iniziativa, nel corso di trent'anni vengono costruiti ospedali, scuole, centri per l'assistenza agli handicappati, pozzi per l'estrazione dell'acqua potabile, comunità agricole.
   Oggi continua ad operare in India, per «rivelare la forza tranquilla della speranza dei poveri, di coloro che nella società sono nulla, di coloro che hanno voluto sperare contro ogni speranza».
   Dayanand sin dal suo arrivo in India sente l’esigenza di familiarizzare con le persone di qualsiasi religione o credo ideologico: «non si può aiutare un popolo senza una profonda comunione di vita, di azione e di preghiera». Per questo fonda con i suoi amici l’Icod, il centro interreligioso dello sviluppo,che comprende tre unità complementari: un luogo di formazione, un alloggio per i diseredati e un ashram socioculturale. Fa suo il proverbio: «Tutto ciò che non è dato è perduto », e sperimenta che,anche quando l’avversità è grande, l’uomo è più grande delle avversità, come recita un verso del poeta Tagore.

Antonio Denanni