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Gaston Dayanand,
sconosciuto ai più, è un cittadino francese che è diventato
famoso soprattutto per aver ispirato Dominique Lapierre, a creare
il personaggio di padre Lambert, nel suo best seller La città
dalla gioia.
Il suo vero nome è Gaston Grandjean, che nel
1992 ha cambiato in Gaston Dayanand («Felice misericordia di
Dio», in hindi e in bengali) quando dopo anni di dedizione ai
poveri ha ottenuto la cittadinanza indiana.
Partito per l'India nel 1972 con solo un diploma di
infermiere in tasca, si è stabilito a Calcutta, nella slum di
Pilkhana, vivendo in condizioni di assoluta povertà come il resto
della popolazione, dedicando tutta la sua vita al servizio dei
diseredati delle sterminate bidonville di Calcutta. Per sua
iniziativa, nel corso di trent'anni vengono costruiti ospedali,
scuole, centri per l'assistenza agli handicappati, pozzi per
l'estrazione dell'acqua potabile, comunità agricole.
Oggi continua ad operare in India, per «rivelare la
forza tranquilla della speranza dei poveri, di coloro che nella
società sono nulla, di coloro che hanno voluto sperare contro
ogni speranza».
Dayanand sin dal suo arrivo in India sente l’esigenza
di familiarizzare con le persone di qualsiasi religione o credo
ideologico: «non si può aiutare un popolo senza una profonda
comunione di vita, di azione e di preghiera». Per questo fonda
con i suoi amici l’Icod, il centro interreligioso dello
sviluppo,che comprende tre unità complementari: un luogo di
formazione, un alloggio per i diseredati e un ashram
socioculturale. Fa suo il proverbio: «Tutto ciò che non è dato
è perduto », e sperimenta che,anche quando l’avversità è
grande, l’uomo è più grande delle avversità, come recita un
verso del poeta Tagore.
Antonio Denanni
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