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Carla Radic, madre di due
figli, nel 1983 perde il marito Guido di cinquantasette anni. Suo
marito amava molto i bambini e così Carla, dopo la sua morte,
decide di occuparsi dei bambini malati terminali. Fonda l’associazione
l’Albero dei sogni con altri sedici fondatori. L’associazione
vive di offerte e ha come scopo avverare i sogni dei bambini
ricoverati in ospedale. I bambini fanno sogni strani: passare una
giornata con Cristina d’Avena o con Bud Spencer, oppure sulle
ruspe, su un peschereccio, su una portaerei. Salire su una Ferrari,
un carro armato, un aereo. Diventare carabiniere, essere eletto
sindaco onorario di Gardaland… Tutti sogni che Carla Radic ha
reso possibili dal 1990 ad oggi. Sono i primari che segnalano i
casi. Carla cerca di scoprire il vero sogno dei bambini. Il sogno
non viene mai realizzato nelle corsie d’ospedale, troppo triste.
Papà e mamma devono partecipare e anche i fratelli, perché nei
giorni successivi alla realizzazione del sogno è importante che i
bambini possano ricordare insieme a chi gli è vicino i bei
momenti vissuti. In un anno Carla Rubic riesce a realizzare in
media quattro o cinque sogni. Anche lei ha un sogno, un sogno che
non fiorisce sull’Albero dei sogni, è una preghiera a Dio
perché possa guarire tutti i suoi bambini.
Simona Bruera
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