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Pennellate bibliche

Come statue di sale

di Carlo Gonella
Indiocesi.it - Anno 5 - N.3 - maggio 2009
 

   I due uomini dissero a Lot: "Il Signore ci ha mandato per distruggere questo luogo, perché tremenda è la protesta salita fino a lui contro i suoi abitanti. Perciò fa' uscire di qui i tuoi figli, le tue figlie, i tuoi futuri generi, tutti i tuoi che abitano in questa città e ogni altro parente, se ne hai ancora".(…)
Lot era ancora indeciso, ma poiché il Signore voleva risparmiarlo, quegli uomini presero per mano lui, sua moglie e le due figlie, li fecero uscire e li lasciarono fuori della città.
Nel condurli fuori uno di essi diceva a Lot: - Scappa! Ne va della tua vita! Non voltarti indietro. Non fermarti nella pianura! Fuggi in montagna, così non verrai travolto dal disastro.
(…) Il sole si era levato e Lot era giunto a Zoar 24quando il Signore fece piovere dal cielo su Sodoma e Gomorra zolfo e fuoco. Il Signore distrusse quelle città e tutti i loro abitanti, tutta la pianura e la vegetazione del territorio. Ma la moglie di Lot si voltò indietro a guardare e divenne una statua di sale.
(Gen. 19,13-26)
Non vogliamo fermare la nostra attenzione su brani molto simili, che potremmo trovare in altri testi appartenenti alla letteratura classica, non vogliamo neanche cercare spiegazioni nell’ambito geomorfologico della regione. Proviamo invece a soffermarci sulle suggestioni che derivano da queste poche parole: Ma la moglie di Lot si voltò indietro a guardare e divenne una statua di sale.

Giunti a una certa età (oltre il mezzo del cammin di nostra vita…) viene meno l’entusiasmo, si ha paura a guardare avanti, a progettare il futuro e spesso si affaccia la tentazione di volersi rintanare nel ricordo del dolce(?) passato. Subentra la nostalgia, a volte il rimpianto.

Devo confessare di non aver ancora risolto il dubbio che da tempo mi accompagna: ieri era davvero migliore di oggi, oppure è soltanto il ricordo della giovane età a illudermi e tradirmi?

Il dubbio persiste anche perché la stessa affermazione la sentivo dire da giovane adolescente in cerca del mio futuro dagli anziani di allora e la condannavo senza riserve.

Certo a guardarsi attorno, non sembra oggi godere di un periodo di gran fioritura la capacità di sognare, di mettersi in gioco, di costruire progetti di ampio respiro per sé e per il mondo in cui siamo inseriti. E questo sembra coinvolgere giovani e adulti, ahimè!

Siamo tutti tentati, giovani e adulti, per un motivo o per l’altro di voltarci indietro e al massimo, semmai, di cogliere l’attimo.

Con quale esito? Se non ci sforziamo di guardare avanti, saremo condannati alla sterilità: cristallizzati come statue di sale!.

Carlo Gonella