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Gino Girolomoni

Siamo al delirio di onnipotenza

di Simona Bruera
Indiocesi.it - Anno 5 - N.3 - maggio 2009
 

  Gino Girolomoni nasce a Isola del Piano, sulle colline di Urbino. A ventitré anni compra, indebitandosi, il monastero di Montebello e lo riporta in vita. Ci abita con la moglie Tullia e i tre figli. Nella Valle del Metauro tutto era in abbandono, oggi ci sono coltivazioni biologiche, cooperative agricole, un pastificio, un agriturismo, un laboratorio officinale. Girolomoni esporta i suoi prodotti naturali fin negli Stati Uniti e in Giappone e pubblica, ogni tre mesi, la rivista “Mediterraneo”. Ha lavorato talmente bene che i suoi compaesani l’hanno tenuto sindaco per dieci anni. Girolomoni non sopporta il progresso. È convinto che Dio punirà l’uomo per aver calpestato quello che secondo lui è l’undicesimo comandamento:”Non mischierai l’uomo con la bestia, né il vegetale con l’animale”. Girolomoni afferma: ”Gli Ogm, la clonazione, la brevettabilità delle forme viventi: siamo al delirio di onnipotenza”. L’uomo si crede Dio, la vita viene dall’uomo e non più da Dio. Per Girolomoni, quando mangiamo, compiamo un atto sacro. Gesù, nell’Ultima Cena, benedice il pane e il vino e li trasforma nel proprio corpo e nel proprio sangue. Gino non vuole rinunciare a quel pane e a quel vino per cibarsi di mostruosità concepite in provetta. A Gino, però, rimane un desiderio: restaurare anche l’antica Chiesa del monastero per riportare a Montebello i resti del biblista Sergio Quinzio che si rifugiò nel suo monastero dal 1973 al 1987. 

Simona Bruera