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Gomorra

di Walter Gambarotto
Indiocesi.it - Anno 5 - N.2 - marzo 2009
 

   Allora Abram disse a Lot: "Noi siamo come fratelli e quindi non ci devono essere liti tra me e te, né tra i miei e i tuoi pastori. 9Dunque separiamoci: hai davanti a te tutta questa regione. Se tu andrai a sinistra, io andrò a destra; se invece tu andrai a destra, io andrò a sinistra".(…) 12Abram abitò nella regione di Canaan, Lot invece nelle città della pianura e si spinse fino a Sodoma. 13Ma gli abitanti di quella città erano perversi e peccavano contro il Signore. (Gen. 13)

Ecco che cosa accadde ai tempi di Amrafel re di Sennaar, di Arioch re di (…). 2Questi re fecero guerra a Bera re di Sodoma, a Birsa re di Gomorra (…)Presero anche Lot, nipote di Abram, figlio di suo fratello, che abitava a Sodoma, e le sue ricchezze, e se ne andarono. (…)
14Appena saputo che suo nipote era caduto prigioniero, Abram organizzò i suoi uomini: (…) e nella notte sconfisse i nemici e li inseguì (…)16Ricuperò il bottino, liberò il nipote Lot con le sue ricchezze e tutta la popolazione, uomini e donne. (Gen. 14)

20Così il Signore disse ad Abramo:
"Le accuse contro Sodoma e Gomorra sono tremende. Il peccato di quelle città è troppo grave. 21Voglio andare a vedere se queste accuse sono proprio vere. Voglio saperlo". (…) Abramo stava di fronte al Signore. 23Gli si avvicinò e disse: Davvero tu vuoi distruggere insieme il colpevole e l'innocente? 24Forse in quella città vi sono cinquanta innocenti. Davvero tu li vuoi far morire? Perché invece non perdoni a quella città per amore di quei cinquanta? 25Allontana da te l'idea di far morire insieme il colpevole e l'innocente! Il giudice del mondo eserciterà forse la giustizia in modo ingiusto?
26 Se trovo cinquanta innocenti nella città di Sodoma, - gli rispose il Signore, (…)

- Può darsi che ve ne siano solamente quaranta!- E io non la distruggerò per amore di quei quaranta! (…)

32Non adirarti, Signore, - riprese Abramo, - parlerò per l'ultima volta. Forse ve ne saranno soltanto dieci.
- Per amor di quei dieci non la distruggerò, - rispose il Signore. (Gen. 18)

Abramo, come sappiamo, ha vissuto l’esperienza del nomadismo. Quanti popoli, quante abitudini, tradizioni, culture, culti religiosi, diversi ha incontrato? Tanti. Ha conosciuto la condizione di chi è l’altro, lo straniero, il diverso. Nello stesso tempo ha potuto sperimentare il significato di essere lui straniero e dunque capire cosa significhi essere diverso.

Cosa avrà pensato degli altri? Avrà avuto paura? Li avrà accolti , evitati, combattuti oppure li avrà incontrati e in qualche caso anche aiutati? Tra gli altri merita sottolineare un particolare: poteva gioire della punizione che avrebbe travolto i malvagi: gli abitanti di Sodoma. Così non è stato!

Ha capito innanzi tutto che la responsabilità è individuale e non può esserci spazio per nessuna generalizzazione. Ci ricorda inoltre che il nostro cuore non ci è stato dato per essere capaci di risentimento o di odio vendicativo, ma per essere dotati di una fonte da cui far sorgere amore. Portatori di una cultura della vita e della speranza, pronti, per quanto sia difficile, a dare origine a prospettive di un futuro nuovo. 

Carlo Gonella