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Allora
Abram disse a Lot: "Noi siamo come fratelli e quindi non ci
devono essere liti tra me e te, né tra i miei e i tuoi pastori. 9Dunque
separiamoci: hai davanti a te tutta questa regione. Se tu andrai a
sinistra, io andrò a destra; se invece tu andrai a destra, io
andrò a sinistra".(…) 12Abram abitò nella
regione di Canaan, Lot invece nelle città della pianura e si
spinse fino a Sodoma. 13Ma gli abitanti di quella
città erano perversi e peccavano contro il Signore. (Gen. 13)
Ecco che cosa accadde ai tempi di Amrafel re di Sennaar, di
Arioch re di (…). 2Questi re fecero guerra a Bera re
di Sodoma, a Birsa re di Gomorra (…)Presero anche Lot, nipote di
Abram, figlio di suo fratello, che abitava a Sodoma, e le sue
ricchezze, e se ne andarono. (…)
14Appena saputo che suo nipote era caduto prigioniero,
Abram organizzò i suoi uomini: (…) e nella notte sconfisse i
nemici e li inseguì (…)16Ricuperò il bottino,
liberò il nipote Lot con le sue ricchezze e tutta la popolazione,
uomini e donne. (Gen. 14)
20Così il Signore disse ad Abramo:
"Le accuse contro Sodoma e Gomorra sono tremende. Il peccato
di quelle città è troppo grave. 21Voglio andare a vedere se
queste accuse sono proprio vere. Voglio saperlo". (…)
Abramo stava di fronte al Signore. 23Gli si avvicinò e disse:
Davvero tu vuoi distruggere insieme il colpevole e l'innocente?
24Forse in quella città vi sono cinquanta innocenti. Davvero tu
li vuoi far morire? Perché invece non perdoni a quella città per
amore di quei cinquanta? 25Allontana da te l'idea di far morire
insieme il colpevole e l'innocente! Il giudice del mondo
eserciterà forse la giustizia in modo ingiusto?
26 Se trovo cinquanta innocenti nella città di Sodoma, - gli
rispose il Signore, (…)
- Può darsi che ve ne siano solamente quaranta!- E io non la
distruggerò per amore di quei quaranta! (…)
32Non adirarti, Signore, - riprese Abramo, - parlerò per
l'ultima volta. Forse ve ne saranno soltanto dieci.
- Per amor di quei dieci non la distruggerò, - rispose il
Signore. (Gen. 18)
Abramo, come sappiamo, ha vissuto l’esperienza
del nomadismo. Quanti popoli, quante abitudini, tradizioni,
culture, culti religiosi, diversi ha incontrato? Tanti. Ha
conosciuto la condizione di chi è l’altro, lo
straniero, il diverso. Nello stesso tempo ha potuto
sperimentare il significato di essere lui straniero e dunque
capire cosa significhi essere diverso.
Cosa avrà pensato degli altri? Avrà avuto paura? Li avrà
accolti , evitati, combattuti oppure li avrà incontrati e in
qualche caso anche aiutati? Tra gli altri merita sottolineare un
particolare: poteva gioire della punizione che avrebbe travolto i
malvagi: gli abitanti di Sodoma. Così non è stato!
Ha capito innanzi tutto che la responsabilità è individuale e
non può esserci spazio per nessuna generalizzazione. Ci ricorda
inoltre che il nostro cuore non ci è stato dato per essere capaci
di risentimento o di odio vendicativo, ma per essere dotati di una
fonte da cui far sorgere amore. Portatori di una cultura della
vita e della speranza, pronti, per quanto sia difficile, a dare
origine a prospettive di un futuro nuovo.
Carlo Gonella
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