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Storia religiosa del Pinerolese

La presenza e la missione dei gesuiti a Pinerolo

di Chiara Povero
Indiocesi.it - Anno 5 - N.2 - marzo 2009
 

   Nei secoli XVII-XVIII la Compagnia di Gesù ebbe una discreta presenza nel Pinerolese.

Nella cittadina, ai piedi di San Maurizio, si trova la chiesa di San Giuseppe con l’annesso collegio occupato dai padri fino al 1773, anno della soppressione dell’ordine decretata da papa Clemente XIV. A Fenestrelle è ormai pressoché distrutta la cappella appartenuta ai gesuiti ed eretta nel 1658, contemporaneamente alla casa che li ospitava. Infine a Cumiana l’attuale palazzo comunale coincide con la residenza di villeggiatura degli studenti del Collegio dei Nobili di Torino, dove i padri educavano principalmente l’elite piemontese.

La presenza dei religiosi precede la nascita della diocesi pinerolese. Pinerolo, infatti, divenne residenza dell’ordine nel 1622, per volontà di Carlo Emanuele I, che aveva accondisceso alle richieste degli abitanti della cittadina desiderosi di avere nella propria cittadina un ordine religioso che si occupasse dell’edu-cazione dei giovani.

A Fenestrelle i gesuiti si stabilirono in maniera definitiva nel 1656, sebbene già da tempo fossero presenti nella zona con le loro missioni “volanti”. La residenza di Cumiana è invece più tardiva e risale al 1723, ma non bisogna dimenticare che l’abitato continuò ad appartenere alla diocesi di Torino, anche dopo l’erezione di quella pinerolese nel 1748. Inoltre, rispetto agli altri due centri dediti all’attività missionaria e scolastica, la casa di villeggiatura cumianese svolse tutt’altra funzione.

Quando Pinerolo venne occupata dai francesi nel 1630, il cardinal Richelieu sostituì i padri piemontesi con quelli francesi; il suo obiettivo era quello di francesizzare la cittadina e le terre circostanti venute in suo possesso. In seguito tale politica fu accolta anche da Mazzarino e da Luigi XIV, che cercarono anche di usare i religiosi come strumento per contrastare la presenza calvinista e valdese nelle valli limitrofe. Fu grazie a questo sovrano che fu aperto il reale collegio dei gesuiti a Pinerolo nel 1684; cominciò così per i padri un’epoca di splendori, caratterizzata dall’edifica-zione della nuova residenza con l’attigua chiesa di San Giuseppe.

Anche per Fenestrelle l’intervento regio fu decisivo: dal 1656 i gesuiti poterono fondare la loro missione stabile, in posizione periferica rispetto a Pinerolo, ma non per questo di minore importanza. La Val Pragelato rappresentava, infatti, una terra d’inte-resse cruciale per l’azione di cattolicizzazione di un’area di forte presenza valdese ed ugonotta, ed i gesuiti, insieme con i cappuccini, erano da tempo impegnati con le loro missioni a contrastare la diffusione dell’eterodossia.

Chiara Povero