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Nei secoli
XVII-XVIII la Compagnia di Gesù ebbe una discreta presenza nel
Pinerolese.
Nella cittadina, ai piedi di San Maurizio, si
trova la chiesa di San Giuseppe con l’annesso collegio occupato
dai padri fino al 1773, anno della soppressione dell’ordine
decretata da papa Clemente XIV. A Fenestrelle è ormai pressoché
distrutta la cappella appartenuta ai gesuiti ed eretta nel 1658,
contemporaneamente alla casa che li ospitava. Infine a Cumiana l’attuale
palazzo comunale coincide con la residenza di villeggiatura degli
studenti del Collegio dei Nobili di Torino, dove i padri educavano
principalmente l’elite piemontese.
La presenza dei religiosi precede la nascita
della diocesi pinerolese. Pinerolo, infatti, divenne residenza
dell’ordine nel 1622, per volontà di Carlo Emanuele I, che
aveva accondisceso alle richieste degli abitanti della cittadina
desiderosi di avere nella propria cittadina un ordine religioso
che si occupasse dell’edu-cazione dei giovani.
A Fenestrelle i gesuiti si stabilirono in
maniera definitiva nel 1656, sebbene già da tempo fossero
presenti nella zona con le loro missioni “volanti”. La
residenza di Cumiana è invece più tardiva e risale al 1723, ma
non bisogna dimenticare che l’abitato continuò ad appartenere
alla diocesi di Torino, anche dopo l’erezione di quella
pinerolese nel 1748. Inoltre, rispetto agli altri due centri
dediti all’attività missionaria e scolastica, la casa di
villeggiatura cumianese svolse tutt’altra funzione.
Quando Pinerolo venne occupata dai francesi nel
1630, il cardinal Richelieu sostituì i padri piemontesi con
quelli francesi; il suo obiettivo era quello di francesizzare la
cittadina e le terre circostanti venute in suo possesso. In
seguito tale politica fu accolta anche da Mazzarino e da Luigi XIV,
che cercarono anche di usare i religiosi come strumento per
contrastare la presenza calvinista e valdese nelle valli
limitrofe. Fu grazie a questo sovrano che fu aperto il reale
collegio dei gesuiti a Pinerolo
nel 1684; cominciò così per i padri un’epoca di splendori,
caratterizzata dall’edifica-zione della nuova residenza con l’attigua
chiesa di San Giuseppe.
Anche per Fenestrelle l’intervento regio fu
decisivo: dal 1656 i gesuiti poterono fondare la loro missione
stabile, in posizione periferica rispetto a Pinerolo, ma non per
questo di minore importanza. La Val Pragelato rappresentava,
infatti, una terra d’inte-resse cruciale per l’azione di
cattolicizzazione di un’area di forte presenza valdese ed
ugonotta, ed i gesuiti, insieme con i cappuccini, erano da tempo
impegnati con le loro missioni a contrastare la diffusione dell’eterodossia.
Chiara Povero
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