|
Secondo un
parere condiviso pressoché da tutti, ciò che caratterizza l’uomo
è la parola, la capacità di comunicare.
La funzione principale della parola è ‘informare’.
C’è però un problema: se fino a poco tempo fa informare
equivaleva a far sapere, spesso oggi, secondo le
prospettive dell’informa-tica, l’obiettivo cercato è un
altro: far reagire, indurre comportamenti. Siamo
circondati, bombardati, a volte storditi dalle parole lanciate con
questa finalità, spese per indirizzarci là dove qualcuno ha
interesse a trasportarci. Si tratta del fenomeno noto come ‘manipolazione
culturale’.
Che ne è dunque della nostra libertà?
Non tutte le parole però sono uguali, esiste
una parola che genera libertà, almeno così pensano quanti
guardano con fiducia alla Bibbia. Ascoltiamo la voce di Isaia:
“La mia parola è come la pioggia e la neve che cadono dal cielo
e non tornano indietro senza avere irrigato la terra e senza
averla resa fertile. Fanno germogliare il grano, procurano i semi
e il cibo. Così è anche della parola che esce dalla mia bocca:
non ritorna a me senza produrre effetto, senza realizzare quel che
voglio e senza raggiungere lo scopo per il quale l'ho mandata”. (Is.
55,10-11).
Tuttavia, poiché tutti ci troviamo a fare i
conti con i ritmi frenetici del nostro quotidiano: quando
ricordarsi (e trovare il tempo) per accostare la Parola di Dio?
Quando trovare un minuto per pregare? Certamente ha ragione chi
afferma che il momento migliore è quello liturgico, durante la
celebrazione eucaristica, dove la Parola non è soltanto letta ma
proclamata e celebrata. Ma quanti se interrogati al termine della
lettura del Vangelo ricordano ciò che è appena stato letto? Non
parliamo poi dell’omelia…
Vorrei dunque segnalare un utile strumento, che
richiede pochissimi minuti al giorno. Un libro nato all’estero e
pubblicato in Italia dalla Claudiana, che ci regala un versetto
biblico per ogni giorno dell'anno. Il titolo è: Un giorno una
Parola - Letture bibliche quotidiane per il 2009. Costituisce
un utilissimo invito alla lettura quotidiana della Bibbia che
essendo curato ogni anno dai Fratelli Moravi e tradotto in
quasi 50 lingue può diventare uno strumento ecumenico di
comunione spirituale intorno al testo biblico e di riflessione con
commenti di autori di provenienza evangelica e cattolica. Non male
no? Soprattutto nel mese per tradizione dedicato al cammino
ecumenico.
Carlo Gonella
|