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In principio Dio
creò il cielo e la terra. La terra era informe e deserta e le
tenebre ricoprivano l`abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle
acque. Dio disse: "Sia la luce!". E la luce fu.(…) E
Dio disse: "Facciamo l`uomo a nostra immagine, a nostra
somiglianza, (…)
Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era
cosa molto buona. E fu sera e fu mattina: sesto giorno.(…)
Così furono portati a
compimento il cielo e la terra e tutte le loro schiere. Allora
Dio, nel settimo giorno, portò a termine il lavoro che aveva
fatto e cessò nel settimo giorno da ogni suo lavoro. Dio
benedisse il settimo giorno e lo consacrò, perché in esso aveva
cessato da ogni lavoro che egli creando aveva fatto. Queste le
origini del cielo e della terra, quando vennero creati. (Gen. 1,
1-5. 26.31. 2,1-4a.)
Queste parole sono
conosciutissime. Questa volta vogliamo però fissare la nostra
attenzione su un particolare, così piccolo che rischia di passare
inosservato, si tratta infatti di qualcosa che non c’è: avete
notato, al termine del settimo giorno, quello caratterizzato dal
riposo? Manca l’espressione che troviamo altre sei volte: “E
fu sera e fu mattina”.
Come mai? Vorrà dire qualcosa
quest’assenza? Può forse voler far intendere che, per tutti i
momenti di attività di Dio (e poi del mare e della terra e dell’uomo)
vi è una fine, mentre per il sabato, il momento del riposo, si
tratta di un giorno (una condizione) senza tempo, vale a dire
senza inizio e senza fine?
E poi in cosa consiste il
concetto di riposo? Astenersi semplicemente dal lavoro e dalla
fatica? Troppo banale, il lavoro non è cosa maledetta: è l’attività
stessa è svolta da Dio.
Non bisogna inoltre dimenticare
che ogni volta compare l’espressione E Dio vide che era cosa
buona.
Proviamo allora, per capire, a
farci guidare da un’altra pagina della Bibbia, questa volta
tratta dai vangeli: leggiamo in Luca “Mentre erano in
cammino, entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo
accolse nella sua casa. Essa aveva una sorella, di nome Maria, la
quale, sedutasi ai piedi di Gesù, ascoltava la sua parola; Marta
invece era tutta presa dai molti servizi. Pertanto, fattasi
avanti, disse: "Signore, non ti curi che mia sorella mi ha
lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti". Ma Gesù
le rispose: "Mar-ta, Marta, tu ti preoccupi e ti agiti per
molte cose, ma una sola è la cosa di cui c`è bisogno. Maria si
è scelta la parte mi-gliore, che non
le sarà tolta" (Lc. 10, 38-42)
E se il settimo giorno ci
indicasse proprio in cosa consiste la parte migliore: il
riposare in Dio, vivere cioè cullati in Dio, la vita stessa di
Dio?
Dunque sembra proprio che l’autore
sacro voglia invitarci ad apprezzare senza tentennamenti tutto il
creato (tutto il 1° capitolo del genesi) ma poi ci avverta: non
dimenticare che il tuo cuore è inquieto finché non riposa in
Dio.
Carlo Gonella
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