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Pennellate bibliche

Il settimo giorno

di Carlo Gonella
Indiocesi.it - Anno 4 - N.5 - novembre 2008
 

   In principio Dio creò il cielo e la terra. La terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l`abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque. Dio disse: "Sia la luce!". E la luce fu.(…) E Dio disse: "Facciamo l`uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, (…) Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona. E fu sera e fu mattina: sesto giorno.(…)

Così furono portati a compimento il cielo e la terra e tutte le loro schiere. Allora Dio, nel settimo giorno, portò a termine il lavoro che aveva fatto e cessò nel settimo giorno da ogni suo lavoro. Dio benedisse il settimo giorno e lo consacrò, perché in esso aveva cessato da ogni lavoro che egli creando aveva fatto. Queste le origini del cielo e della terra, quando vennero creati. (Gen. 1, 1-5. 26.31. 2,1-4a.)

Queste parole sono conosciutissime. Questa volta vogliamo però fissare la nostra attenzione su un particolare, così piccolo che rischia di passare inosservato, si tratta infatti di qualcosa che non c’è: avete notato, al termine del settimo giorno, quello caratterizzato dal riposo? Manca l’espressione che troviamo altre sei volte: “E fu sera e fu mattina”.

Come mai? Vorrà dire qualcosa quest’assenza? Può forse voler far intendere che, per tutti i momenti di attività di Dio (e poi del mare e della terra e dell’uomo) vi è una fine, mentre per il sabato, il momento del riposo, si tratta di un giorno (una condizione) senza tempo, vale a dire senza inizio e senza fine?

E poi in cosa consiste il concetto di riposo? Astenersi semplicemente dal lavoro e dalla fatica? Troppo banale, il lavoro non è cosa maledetta: è l’attività stessa è svolta da Dio.

Non bisogna inoltre dimenticare che ogni volta compare l’espressione E Dio vide che era cosa buona.

Proviamo allora, per capire, a farci guidare da un’altra pagina della Bibbia, questa volta tratta dai vangeli: leggiamo in Luca “Mentre erano in cammino, entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo accolse nella sua casa. Essa aveva una sorella, di nome Maria, la quale, sedutasi ai piedi di Gesù, ascoltava la sua parola; Marta invece era tutta presa dai molti servizi. Pertanto, fattasi avanti, disse: "Signore, non ti curi che mia sorella mi ha lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti". Ma Gesù le rispose: "Mar-ta, Marta, tu ti preoccupi e ti agiti per molte cose, ma una sola è la cosa di cui c`è bisogno. Maria si è scelta la parte mi-gliore, che non le sarà tolta" (Lc. 10, 38-42)

E se il settimo giorno ci indicasse proprio in cosa consiste la parte migliore: il riposare in Dio, vivere cioè cullati in Dio, la vita stessa di Dio?

Dunque sembra proprio che l’autore sacro voglia invitarci ad apprezzare senza tentennamenti tutto il creato (tutto il 1° capitolo del genesi) ma poi ci avverta: non dimenticare che il tuo cuore è inquieto finché non riposa in Dio.

Carlo Gonella