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Fabrizio Mori venticinque
anni fa perde l’unico figlio di dodici anni. Per onorare la
memoria del figlio e per salvare se stesso, nel podere Gugliano di
sua proprietà sulle colline senesi, fonda il Centro Lorenzo Mori
dove accoglie in affido i bambini senza famiglia. Sono ragazzi
difficili mandati dal tribunale dei minori. Il primo ragazzo a cui
Fabrizio fa da padre si chiama Luigino. Sempre vissuto in
manicomio, epilettico e autistico, Luigino aveva dei momenti in
cui esplodeva in una furia incontrollabile, picchiava e tirava
calci. Per calmarlo Fabrizio lo abbracciava, gli sussurrava parole
dolci, lo riempiva di baci e carezze. Ora Luigino ha trentacinque
anni, lavora in una ditta di elettrotecnica, ma vive ancora al
podere perché non ha nessuno. Le regole del podere Gugliano sono
semplici: non aggredire, non dire parolacce, essere solidali, dare
fiducia. Tutti fanno tutto. La televisione si spegne alle 21,30.
Gugliano è una grande famiglia dove i figli sono tutti diversi e
tutti uguali. In venticinque anni Fabrizio ha fatto da padre a un
centinaio di figli adottivi. Oggi ha in affido nove ragazzi dai
sei ai diciotto anni.
Simona Bruera
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