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Fabrizio Mori

Da professore di lingue morte a maestro di vita

di Simona Bruera
Indiocesi.it - Anno 4 - N.5 - novembre 2008
 

 Fabrizio Mori venticinque anni fa perde l’unico figlio di dodici anni. Per onorare la memoria del figlio e per salvare se stesso, nel podere Gugliano di sua proprietà sulle colline senesi, fonda il Centro Lorenzo Mori dove accoglie in affido i bambini senza famiglia. Sono ragazzi difficili mandati dal tribunale dei minori. Il primo ragazzo a cui Fabrizio fa da padre si chiama Luigino. Sempre vissuto in manicomio, epilettico e autistico, Luigino aveva dei momenti in cui esplodeva in una furia incontrollabile, picchiava e tirava calci. Per calmarlo Fabrizio lo abbracciava, gli sussurrava parole dolci, lo riempiva di baci e carezze. Ora Luigino ha trentacinque anni, lavora in una ditta di elettrotecnica, ma vive ancora al podere perché non ha nessuno. Le regole del podere Gugliano sono semplici: non aggredire, non dire parolacce, essere solidali, dare fiducia. Tutti fanno tutto. La televisione si spegne alle 21,30. Gugliano è una grande famiglia dove i figli sono tutti diversi e tutti uguali. In venticinque anni Fabrizio ha fatto da padre a un centinaio di figli adottivi. Oggi ha in affido nove ragazzi dai sei ai diciotto anni.
                                                                                                   Simona Bruera