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Editoriali

Lamentele e pretese

di Antonio Denanni
Indiocesi.it - Anno 4 - N.5 - novembre 2008
 

  Esiste una diffusa tendenza a lamentarsi degli altri, perché pretendiamo che si comportino secondo le nostre aspettative. Cioè secondo il nostro modo di vedere le cose, i nostri modelli di pensiero, le nostre convinzioni sociali, politiche, religiose.

In questo atteggiamento l’aspetto che merita particolare attenzione non è la lamentela, ma il nostro “pretendere”. A volte siamo esigenti nei confronti di noi stessi e con lo stesso metro esigiamo molto dagli altri. Oppure abbiamo una scarsa stima di noi stessi e facciamo pressione sugli altri perché siano e facciano quello che vorremmo essere e saper fare noi stessi. Le aspettative nei confronti di noi stessi, diventate così “pretese” nei confronti degli altri, sono motivo di stress, di incomprensioni e dissapori, a volte di veri conflitti.

Dagli altri pretendiamo che siano come sogniamo di essere noi: più giusti, precisi, osservanti. Ma l’altro è precisamente “un altro”, è come è, come desidera o ha programmato di essere, o come cerca di essere. Ci aspettiamo più dagli altri che da noi stessi.

La logica cristiana dell’attesa dagli altri è quella del dono d’amore, del dare. Diamo generosamente, seminiamo largamente, consapevoli che se seminiamo il bene presto germoglierà. La logica cristiana dell’attesa è anche quella del rispetto, ad imitazione di quello paziente di Dio, che aspetta anche quando la nostra libertà sceglie diversamente. L’etica della gratuità e del rispetto è un’etica incentrata sul dono, ma anche sulla libertà.

Antonio Denanni