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Un'adolescente
incinta va alla ricerca di possibili genitori per suo figlio.
Juno, sicura di sé e dalla lingua
affilata, riesce ad avere il controllo della situazione una volta
che scopre di essere rimasta incinta di un suo coetaneo. Tutte le
questioni trattate (l'amore, il matrimonio, la libertà) sono
sollevate e mai giudicate. Sospesa tra le ingenuità
dell'adolescenza e le responsabilità dell'essere adulti, Juno
trova una via per uscire da una situazione davvero complicata. La
sceneggiatura si caratterizza per un linguaggio molto vicino a
quello che usano i ragazzi di oggi.
Alla notizia della dolce
attesa, i genitori di Juno sfidano le convenzioni e gli stereotipi
cinematografici assumendo un atteggiamento ironico e compito.
Presenti, ma non troppo, accompagnano la ragazza nel tempo della
gravidanza.. Allo stesso modo, la coppia, a cui la teenager
vorrebbe affidare il bambino, rivela di possedere molte più crepe
di quelle che il loro status alto borghese implicherebbe;
particolarmente interessante la parte del marito di lei, che
invece di “diventare padre” pensa a rimanere sempre
adolescente. Si apre una riflessione sulla confusione
generazionale che c’è nel mondo d’oggi (padri bambini,
adolescenti madri..).
La pellicola trova il proprio
equilibrio grazie anche a una serie di elementi di contorno. Il
look di Juno, le candide musiche di sottofondo e le ambientazioni
cariche di colori e di vita contribuiscono a raggiungere una buona
coerenza; lo stile “leggero” con cui si affrontano le
situazioni non facili della storia, non impediscono una seria
ripresa nella discussione in classe con i ragazzi.
Walter Gambarotto
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