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Chi non ha
conosciuto sulla propria pelle il bruciore della crisi?
Crisi nella dimensione personale: incertezza su
come orientare il proprio futuro, oppure una progressiva
incapacità a coltivare le relazioni a livello familiare, rapporti
con amici che tutto a un tratto non riconosciamo più. Crisi nella
dimensione sociale: non riuscire più a ritrovarsi nel modo di
pensare e di fare della comunità civile e, purtroppo, talvolta
anche di quella ecclesiale. Spesso la vita ci presenta conti
salati: salute, incomprensioni, litigi, prove che giudichiamo
superiori alle nostre forze….
Gesù stesso ha conosciuto questo scenario: «Allora
Gesù andò con loro in un podere, chiamato Getsèmani, e disse ai
discepoli: "Sedetevi qui, mentre io vado là a pregare".
E presi con sé Pietro e i due figli di Zebedèo, cominciò a
provare tristezza e angoscia. Disse loro: "La mia anima è
triste fino alla morte; restate qui e vegliate con me". E
avanzatosi un poco, si prostrò con la faccia a terra e pregava
dicendo: "Padre mio, se è possibile, passi da me questo
calice! Però non come voglio io, ma come vuoi tu!"» (Mt.26,
36 - 39).
E la prima comunità cristiana: «Queste
cose disse Gesù, insegnando nella sinagoga a Cafarnao. Molti dei
suoi discepoli, dopo aver ascoltato, dissero: "Questo
linguaggio è duro; chi può intenderlo?". Disse allora Gesù
ai Dodici: "Forse anche voi volete andarvene?". Gli
rispose Simon Pietro: "Signore, da chi andremo? Tu hai parole
di vita eterna; noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il
Santo di Dio"» (Gv.6,59 – 60. 68-69).
E così altre illustri figure della Bibbia,
basti pensare al profeta Elia. E’ la stessa Bibbia però che ci
consente di capire che dalle crisi si può uscire, a patto che si
riesca a superare il proprio orgoglio o l’eccessiva sfiducia:
«Il tuo cuore non si inorgoglisca in modo da dimenticare il
Signore tuo Dio che ti ha fatto uscire dal paese d`Egitto, (…)
Guardati dunque dal pensare: La mia forza e la potenza della mia
mano mi hanno acquistato queste ricchezze. Ricordati invece del
Signore tuo Dio perché Egli ti dá la forza» (Deut. 8,14 –
18).
Carlo Gonella
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