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Quando l'adozione e l'amore non ha età

Giorgio e Silva uniti per aiutare nonna Mariute

di Simona Bruera
Indiocesi.it - Anno 4 - N.3 - giugno 2008
 

 Giorgio e Silva Brezil, marito e moglie, lui dipendente dell’ospedale, lei assistente capo della polizia stradale, oggi, entrambi in pensione, vivono in Carnia. Sposati dal 1972, hanno sempre sentito la necessità di rendersi utili. Iniziano ad ospitare per anni dei bambini di Cernobyl. Nel 1994 prendono in affido Massimiliano, un sedicenne disagiato. Purtroppo Massimiliano si ammala di tumore e muore prima di aver compiuto diciotto anni. Ora hanno in adozione una vecchietta di novant’anni, Mariute, che ha vissuto in manicomio dall’età di tredici anni. La accudiscono, le tengono compagnia, la coccolano. Anche la loro figlia Francesca, ventiquattrenne e la nipotina Giorgia di sette anni si occupano di lei. Mariute, di famiglia poverissima e padre alcolista, fu rinchiusa in manicomio per un leggero ritardo mentale. Allora, negli anni venti, ci voleva poco per finire in manicomio. Bastava essere ciechi o sordomuti dalla nascita per essere rinchiusi. Settantasette anni di manicomio hanno segnato Mariute: se sente urlare si irrigidisce, piange quando sogna di essere ancora nelle camerate del manicomio. Le piace essere chiamata con nome e cognome. È come se cercasse ogni giorno la conferma che esiste. Mariute ha bussato, i coniugi Brezil le hanno aperto spinti da un’esigenza che li porta ad occuparsi di chi ha più bisogno di essere amato.

Simona Bruera