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Pennellate bibliche

L'amore caccia la paura

di Carlo Gonella
Indiocesi.it - Anno 4 - N.3 - giugno 2008
 

  A sentire i tigì, i giornali e pubblicazioni varie dovremmo tutti sentirci schiacciati dalla paura.
In effetti, a pensarci bene si tratta di cose serie, sulle quali non è bene scherzare (In ogni età ci sono fattori che inquietano la nostra esistenza: il futuro, il lavoro, i delinquenti, la famiglia, la salute, gli affetti, i figli, l’aldilà...). Alcune paure sono legittime, altre un po’ forzate.
   Possono quindi essere incoraggianti queste parole di San Giovanni:
“chi vive nell'amore di Dio non ha paura. Anzi, l'amore perfetto caccia via la paura. Chi ha paura si aspetta un castigo, e non vive nell'amore di Dio in maniera perfetta.
Noi amiamo Dio, perché egli per primo ci ha mostrato il suo amore. Se uno dice: "Io amo Dio" e poi odia suo fratello, è bugiardo. Infatti se uno non ama il prossimo che si vede, non può amare Dio che non si vede. Ma il comandamento che Dio ci ha dato è questo: chi ama Dio deve amare anche i fratelli.”
(1 Gv. 4,18-21)
   Questa affermazione dunque (tratta dalla sua prima lettera al capitolo 4) risulta decisiva anche se non va banalizzata: c’è infatti chi ci ricorda che non si può fuggire alla paura, bisogna passarvi dentro, attraversarla e successivamente sperare di superarla.
   Ma quale amore ci può salvare?
“Ragazzo mio un giorno i tuoi amici ti diranno che basterà trovare un grande amore e poi voltar le spalle a tutto quanto, non credere, no non credere…” Così cantava anni addietro Luigi Tenco e credo proprio avesse ragione. Forse ha avuto ragione anche Dante quando affermava che "è l'amor che move il sole e l'altre stelle": lo stesso di cui ci parla Giovanni.
   Dobbiamo però ricordare che in amore si è passivi (si è amati) ma anche attivi (si ama). Forse quindi non basta chiudersi in uno stretto rapporto a due, per grande e nobile che sia (La stessa Bibbia ne canta l’altissimo valore nel Cantico dei Cantici). No non basta! Bisogna sapere amare il mondo, le cose che facciamo e che incontriamo (il nostro lavoro, lo studio, i vicini di casa, la nostra quotidianità con le sue difficoltà, la città dove viviamo, il pianeta Terra…).
   Solo se siamo capaci di “prenderci cura”, cioè di amare la vita, possiamo pensare di riuscire ad affrontare la paura e magari a superarla, fiduciosi che accanto a noi cammina “l'amor che move il sole e l'altre stelle!”

Carlo Gonella