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Mary Clarke, nata a
Los Angeles il 1° dicembre 1926, figlia di irlandesi benestanti,
è stata sposata due volte, ha divorziato ed è madre di sette
figli. Nel 1965, a 50 anni, realizza un sogno: prendere i voti e
vivere nel carcere di La Mesa al confine tra Messico e California
dedicandosi ai suoi nuovi “figli”, i carcerati. Madre Antonia
è una donna minuta e vivace, ma non lascia indifferenti quelli
che la conoscono. Dedica il suo tempo alla cura dei poveri
rinchiusi spesso solo per aver rubato qualche cosa da mangiare.
Con i carcerati Madre Antonia condivide la loro stessa vita
vivendo in una cella, con l’acqua fredda e le mortificazioni di
chi vi è rinchiuso, ma è felice. Si prodiga per gli altri in
maniera assoluta. Oggi ha 80 anni, è piena di acciacchi e
malattie. Per la cattiva circolazione e per il freddo della cella
le mani e i piedi le diventano lividi e gelati. Sale le scale con
difficoltà. Di notte, in cella, dorme con l’ausilio di una
bombola d’ossigeno, ma è sempre colma di gioia. Chiama i suoi
uomini “mis hijos” (figli miei) e porta il suo amore di madre
ai più dimenticati del Messico. Ama ed ha sempre amato coloro che
non si possono amare.
Simona Bruera
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