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| Natalina Isella |
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Una missionaria al servizio di
piccole streghe |
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di Simona Bruera |
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Indiocesi.it
- Anno 4 - N.1 - gennaio 2008 |
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In alcuni villaggi africani, per
allontanare i guai, se ne dà la colpa a una bambina. La si
considera “Strega”, la si accusa di portare sfortuna. Di lei,
quindi, si può fare qualsiasi cosa: legarla, chiuderla in un
sacco, bastonarla a sangue, abbandonarla in un fosso. Natalina
Isella, missionaria laica di origine brianzola, da 35 anni ha
scelto di accogliere queste bambine in un rifugio speciale
chiamato “Ekabana”. In silenzio e con l’aiuto di pochi,
lavora per portare alternative concrete alla violenza, alla
miseria e alla disperazione. Natalina vive sola su una collina di
Bukavu, la capitale della provincia del Sud-Kivu , nella
Repubblica democratica del Congo devastata da una sanguinosa
guerra civile. Opera instancabilmente per salvare le “piccole
streghe”, curare le ferite incise nella carne e nell’anima. Le
prime le ha raccolte dalla strada, una decina, dagli otto agli
undici anni. Per Natalina, salvare una bambina, significa darle un’alternativa,
ma soprattutto cancellare dal suo cuore la paura. Prima di tutto
le offre protezione e calore, poi le insegna a stimarsi, avere
fiducia in se stessa e perdonare i suoi aguzzini. Poi riallacciare
i rapporti fra la bambina e i suoi genitori, cerca di farla
rientrare nella comunità e nella casa da dove era stata sccerca
di acciata. Il coraggio di Natalina è la salvezza di tante
piccole bambine che trovano nel suo rifugio protezione e forza per
tornare a vivere.
Simona Bruera
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