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Ci sono poi i ricordi imprevedibili, che si
insinuano come visite pericolose non per abbellire o per
ammutolire, ma per scuotere le nostre convinzioni: sono i ricordi
che nell’attingere alla memoria ci inducono all’azione.
La fede cristiana vive della
memoria di Cristo e le feste cristiane sono lo scandire annuale di
questa memoria. Nel Natale imminente noi cristiani ricordiamo l’avvento
di Dio e del suo regno fra gli uomini. Scriveva qualche anno fa il
teologo tedesco Joahann Baptist Metz: «Traspariscono
nella nostra memoria natalizia della nascita di Gesù i tratti d’un
ricordo pericoloso? O non è invece una memoria troppo determinata
ed alienata da quella forma di abbellimento mite e conciliante? Il
pio ricordo della nascita di Gesù non s’è troppo risolto nell’immagine
idilliaca del bambino nella greppia?». Forse
è un ricordo col quale dobbiamo fare meglio i conti, perché è
una memoria gravida di presente e di futuro.
Antonio Denanni
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