Indiocesi.it

GIORNALE DELL'UFFICIO SCUOLA INSEGNANTI DI RELIGIONE DELLA DIOCESI DI PINEROLO

 



Home page
Il progetto "Indiocesi"
Redazione
Archivio
Contatti
Links utili
Testate diocesane
Album fotografico
 









 


Home Page :: Indietro

 
Suor Gervasia Asioli

La mamma dei carcerati

di Simona Bruera
Indiocesi.it - Anno 3 - N.5 - novembre 2007
 

  Gervasia di Desenzano del Garda, suora orsolina dal 1937, un giorno decise di dedicare la sua vita a tutti i carcerati di Rebibbia. Ora ha 84 anni. Nel penitenziario romano è chiamata la “mamma dei carcerati”. I suoi figli sono 1600, anche se la capienza massima di Rebibbia è di 900/1000 persone. Per i detenuti Suor Gervasia è sorella, amica. Per lei i carcerati sono fratelli, figli di Dio fatti di carne e spirito. Non c’è reato al mondo che possa cancellare la loro dignità di figli di Dio. Dipendesse da lei li vorrebbe tutti liberi. Il primo a riconoscere la divinità di Gesù Cristo, crocifisso come un malfattore, fu il buon ladrone. E Gesù lo portò con se in paradiso. Al fianco di Dio. Questo mentre i dottori della legge, i sapienti, i religiosi deridevano Gesù. Per Suor Gervasia non è giusto trattare chi ha sbagliato da malvivente per tutta la vita. In carcere si ripara il danno commesso. Si paga e si cambia. Suor Gervasia quelli che sono in galera li considera tutti suoi figli. Per i carcerati non fa nulla in particolare, ma c’è. Ogni mattina si reca col suo borsone pieno di caramelle, sigarette, santini, cartoline e buste già affrancate perché un terzo dei detenuti sono stranieri e non hanno i soldi per spedire una lettera a casa. Rebibbia è la sua famiglia. Suor Gervasia a volte brontola, sgrida i suoi carcerati, ma poi li accarezza e li bacia. La domenica è a messa dai cosiddetti pentiti. Il suo preferito è il braccio G8: da una parte i politici, dall’altra i trans. E’amica dei trans che si confidano e vanno a piangere da lei.

Simona Bruera