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GIORNALE DELL'UFFICIO SCUOLA INSEGNANTI DI RELIGIONE DELLA DIOCESI DI PINEROLO

 



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I Cappuccini a Pinerolo

Indiocesi.it - Anno 3 - N.5 - novembre 2007
 

  Insediamento e prima soppressione
I Cappuccini ottennero di stabilirsi in Pinerolo cinquant'anni esatti dall'inizio della loro riforma, il 30 ottobre 1575, dopo che il Consiglio dei Cento accolse la loro richiesta. Il 26 ottobre dell'anno successivo, con il breve pontificio di Gregorio XIII indirizzato al bolognese cardinale Filippo Guasta Villani, che offre il terreno nella regione di San Maurizio, viene sancita la costruzione del convento. La chiesa è fondata dai conti Falcombello di Albaretto.

La posa della prima pietra e la tradizionale erezione della croce avviene alla presenza di monsignor Gerolamo della Rovere, arcivescovo di Torino e procuratore del Guastavillani, il 27 novembre 1576. Mentre il rito della consacrazione della chiesa, dedicata ai santi Lorenzo martire, Maurizio e Lazzaro, avrà luogo soltanto il 16 settembre 1584, per mano del visitatore apostolico monsignor Angelo Peruzzi di Mondolfo, arcivescovo di Sarsina. Sarà ancora riconsacrata il 21 settembre 1762 dal vescovo di Pinerolo, monsignor Giovanni Battista D'Orliè de Saint Innocent.

Seguono la costruzione di una nuova ala del convento (1642) e quella di un nuovo chiostro (1674). Invece nella chiesa si inizia un ulteriore ampliamento il 10 agosto 1661, a spese del conte Domenico Falcombello di Albaretto.

Dopo circa 230 anni di attività apostolica in città e nelle valli del Pinerolese, il 22 settembre 1802 i Cappuccini vengono espulsi in forza della legge napoleonica di soppressione di tutti gli Ordini religiosi del 16 agosto precedente. Il convento è affittato al conte Falcombello che ospita in casa propria i religiosi, mentre il superiore padre Mariano da Cavour continua ad officiare la chiesa. Primo ritorno e seconda soppressione - non la sparizione dell'egemonia napoleonica, il 16 settembre 1815 il sindaco di Pinerolo, conte Gabriele Ponte Falcombello di Albaretto, e l'amministrazione comunale si rivolgono alla commissione ecclesiastica per la riapertura del convento. In seguito all'approvazione ottenuta da monsignor Vittorio Ferrerò della Marmora, vescovo diocesano, (16 febbraio 1816) e quella del re Vittorio Emanuele I (22 marzo seguente), il 10 aprile 1816 i Cappuccini rientrano in possesso del convento e vi collocano uno studio di filosofia e di teologia per i chierici, di cui sarà superiore, nel 1839, padre Venanzio Burdese da Tonno (1803-1864), futuro ministro generale dell'Ordine dei Cappuccini.

Oltre alle consuete iniziative religiose e sociali, i Cappuccini si aggregano i Terziari francescani già sotto la giurisdizione dei Conventuali (1817) e ospitano gli Oblati di Maria V sfrattati dal Governo italiano (1857); accolgono le istanze regie di assumersi la cura spirituale delle carceri (1818) e del forte di Fenestrelle (1836) e si prestano per il servizio dei colerosi rinchiusi nel lazzaretto cittadino e in case private (1854). Il padre Luigi Maria Cavalli da Pinerolo ac-quista, a nome del fratello, parte dell'ex convento di San Francesco per ospitare undici poveri.

Purtroppo, come sopra, la loro attività benefica viene bruscamente troncata da una seconda soppressione; questa volta inflitta dal Governo italiano il 22 maggio 1855, entrata in vigore il 1° gennaio 1867.

Il 1° dicembre 1874, il Comune di Pinerolo vende il convento. Il nuovo proprietario costruisce una filanda nel terreno dei frati, mentre l'edificio antico viene adibito ad abitazione privata. I due sacerdoti rimasti, su richiesta del vescovo diocesano, officiano la chiesa di San Bernardino con annessa la cura del Terz'Ordine francescano.

(1 - Continua)

50 anni di storia, 2001