Insediamento e prima soppressione
I Cappuccini ottennero di stabilirsi in Pinerolo cinquant'anni
esatti dall'inizio della loro riforma, il 30 ottobre 1575, dopo
che il Consiglio dei Cento accolse la loro richiesta. Il 26
ottobre dell'anno successivo, con il breve pontificio di Gregorio
XIII indirizzato al bolognese cardinale Filippo Guasta Villani,
che offre il terreno nella regione di San Maurizio, viene sancita
la costruzione del convento. La chiesa è fondata dai conti
Falcombello di Albaretto.
La posa della prima pietra e la tradizionale erezione della
croce avviene alla presenza di monsignor Gerolamo della Rovere,
arcivescovo di Torino e procuratore del Guastavillani, il 27
novembre 1576. Mentre il rito della consacrazione della chiesa,
dedicata ai santi Lorenzo martire, Maurizio e Lazzaro, avrà luogo
soltanto il 16 settembre 1584, per mano del visitatore apostolico
monsignor Angelo Peruzzi di Mondolfo, arcivescovo di Sarsina.
Sarà ancora riconsacrata il 21 settembre 1762 dal vescovo di
Pinerolo, monsignor Giovanni Battista D'Orliè de Saint Innocent.
Seguono la costruzione di una nuova ala del
convento (1642) e quella di un nuovo chiostro (1674). Invece nella
chiesa si inizia un ulteriore ampliamento il 10 agosto 1661, a
spese del conte Domenico Falcombello di Albaretto.
Dopo circa 230 anni di attività apostolica in città e nelle
valli del Pinerolese, il 22 settembre 1802 i Cappuccini vengono
espulsi in forza della legge napoleonica di soppressione di tutti
gli Ordini religiosi del 16 agosto precedente. Il convento è
affittato al conte Falcombello che ospita in casa propria i
religiosi, mentre il superiore padre Mariano da Cavour continua ad
officiare la chiesa. Primo ritorno e seconda soppressione - non la
sparizione dell'egemonia napoleonica, il 16 settembre 1815 il
sindaco di Pinerolo, conte Gabriele Ponte Falcombello di Albaretto,
e l'amministrazione comunale si rivolgono alla commissione
ecclesiastica per la riapertura del convento. In seguito
all'approvazione ottenuta da monsignor Vittorio Ferrerò della
Marmora, vescovo diocesano, (16 febbraio 1816) e quella del re
Vittorio Emanuele I (22 marzo seguente), il 10 aprile 1816 i
Cappuccini rientrano in possesso del convento e vi collocano uno
studio di filosofia e di teologia per i chierici, di cui sarà
superiore, nel 1839, padre Venanzio Burdese da Tonno (1803-1864),
futuro ministro generale dell'Ordine dei Cappuccini.
Oltre alle consuete iniziative religiose e
sociali, i Cappuccini si aggregano i Terziari francescani già
sotto la giurisdizione dei Conventuali (1817) e ospitano gli
Oblati di Maria V sfrattati dal Governo italiano (1857); accolgono
le istanze regie di assumersi la cura spirituale delle carceri
(1818) e del forte di Fenestrelle (1836) e si prestano per il
servizio dei colerosi rinchiusi nel lazzaretto cittadino e in case
private (1854). Il padre Luigi Maria Cavalli da Pinerolo
ac-quista, a nome del fratello, parte dell'ex convento di San
Francesco per ospitare undici poveri.
Purtroppo, come sopra, la loro attività
benefica viene bruscamente troncata da una seconda soppressione;
questa volta inflitta dal Governo italiano il 22 maggio 1855,
entrata in vigore il 1° gennaio 1867.
Il 1° dicembre 1874, il Comune di Pinerolo vende il convento.
Il nuovo proprietario costruisce una filanda nel terreno dei
frati, mentre l'edificio antico viene adibito ad abitazione
privata. I due sacerdoti rimasti, su richiesta del vescovo
diocesano, officiano la chiesa di San Bernardino con annessa la
cura del Terz'Ordine francescano.
(1 - Continua)
50 anni di storia, 2001