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Un angelo del Signore parlò
intanto a Filippo: «Alzati,
e va' verso il mezzogiorno, sulla strada che discende da
Gerusalemme a Gaza; essa è deserta». Egli si alzò e si mise in
cammino, quand'ecco un etiope, un eunuco, funzionario di Candàce,
regina di Etiopia, sovrintendente a tutti i suoi tesori, venuto
per il culto a Gerusalemme, se ne ritornava, seduto sul suo carro
da viaggio, leggendo il profeta Isaia. Disse allora lo Spirito a
Filippo: «Va' avanti, e raggiungi quel carro». Filippo corse
innanzi e, udito che leggeva il profeta Isaia, gli disse:
«Capisci quello che stai leggendo?». Quegli rispose: «E come lo
potrei, se nessuno mi istruisce?». E invitò Filippo a salire e a
sedere accanto a lui.
(…). Filippo, prendendo a parlare e partendo da quel passo
della Scrittura, gli annunziò la buona novella di Gesù.
Proseguendo lungo la strada, giunsero a un luogo dove c'era acqua
e l'eunuco disse: «Ecco qui c'è acqua; che cosa mi impedisce di
essere battezzato?». Fece fermare il carro e discesero tutti e
due nell'acqua, Filippo e l'eunuco, ed egli lo battezzò. Quando
furono usciti dall'acqua, lo Spirito del Signore rapì Filippo e
l'eunuco non lo vide più e proseguì pieno di gioia il suo
cammino . (At. 8,26–40)
Dunque non sono solo gli addetti ai lavori che si appassionano
alla Bibbia, Dio rivolge la sua Parola a chiunque voglia trovare
il tempo per accoglierla.
Mi hanno molto colpito alcune riflessioni trovate nelle lettere
che padre Alex Zanotelli inviava da Korogocho, baraccopoli di
Nairobi in Kenya, negli anni della sua missione. In quell’ambiente
con i più poveri tra i poveri (ragazze costrette a prostituirsi
per mantenere figli o fratelli, persone piegate dall’aids,
uomini dediti all’alcol …) è riuscito a ridare loro dignità rovistando
tra le pagine della Bibbia. Così scrive padre Alex: “ era
incredibile vedere questa gente, ubriaca, commentare il Vangelo e
tirarne fuori delle perle! E’ stato un tentativo di recuperare
quel pezzo di umanità che avevano dentro. E’ stato un cammino
duro ma anche molto bello.”
Dunque tanti, in situazioni molto diverse, nella liturgia,
nella lectio divina, in gruppi ecclesiali avvicinano la Parola di
Dio. Spesso accompagnati anche dal dubbio di
non stravolgerne il
significato.
La risposta classica a questa preoccupazione è l’invito alla
lettura in comunione con la Chiesa e il suo magistero. Un altro
criterio lo troviamo però sfogliando proprio le pagine dell’Antico
e del Nuovo Testamento, dove scopriamo che quasi mai ci sono
riflessioni astratte, ma sempre ci si rivolge a persone concrete,
che hanno dei volti e dei nomi, dei problemi... alle quali viene
riconosciuta e spesso ridata dignità (Abramo, Mosè, Geremia,
Maria, Zaccheo, Maddalena, il cieco, l’indemonia-to, ecc.). Se
la meditazione della Bibbia dunque ci conduce a riconoscere la
dignità delle persone che ci sono vicine (il prossimo), molto
probabilmente siamo sulla strada corretta!
Carlo Gonella
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