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Pennellate bibliche

La Parola che dà dignità

di Carlo Gonella
Indiocesi.it - Anno 3 - N.4 - settembre 2007
 

  Un angelo del Signore parlò intanto a Filippo: «Alzati, e va' verso il mezzogiorno, sulla strada che discende da Gerusalemme a Gaza; essa è deserta». Egli si alzò e si mise in cammino, quand'ecco un etiope, un eunuco, funzionario di Candàce, regina di Etiopia, sovrintendente a tutti i suoi tesori, venuto per il culto a Gerusalemme, se ne ritornava, seduto sul suo carro da viaggio, leggendo il profeta Isaia. Disse allora lo Spirito a Filippo: «Va' avanti, e raggiungi quel carro». Filippo corse innanzi e, udito che leggeva il profeta Isaia, gli disse: «Capisci quello che stai leggendo?». Quegli rispose: «E come lo potrei, se nessuno mi istruisce?». E invitò Filippo a salire e a sedere accanto a lui.

(…). Filippo, prendendo a parlare e partendo da quel passo della Scrittura, gli annunziò la buona novella di Gesù. Proseguendo lungo la strada, giunsero a un luogo dove c'era acqua e l'eunuco disse: «Ecco qui c'è acqua; che cosa mi impedisce di essere battezzato?». Fece fermare il carro e discesero tutti e due nell'acqua, Filippo e l'eunuco, ed egli lo battezzò. Quando furono usciti dall'acqua, lo Spirito del Signore rapì Filippo e l'eunuco non lo vide più e proseguì pieno di gioia il suo cammino. (At. 8,26–40)

Dunque non sono solo gli addetti ai lavori che si appassionano alla Bibbia, Dio rivolge la sua Parola a chiunque voglia trovare il tempo per accoglierla.

Mi hanno molto colpito alcune riflessioni trovate nelle lettere che padre Alex Zanotelli inviava da Korogocho, baraccopoli di Nairobi in Kenya, negli anni della sua missione. In quell’ambiente con i più poveri tra i poveri (ragazze costrette a prostituirsi per mantenere figli o fratelli, persone piegate dall’aids, uomini dediti all’alcol …) è riuscito a ridare loro dignità rovistando tra le pagine della Bibbia. Così scrive padre Alex: “ era incredibile vedere questa gente, ubriaca, commentare il Vangelo e tirarne fuori delle perle! E’ stato un tentativo di recuperare quel pezzo di umanità che avevano dentro. E’ stato un cammino duro ma anche molto bello.”

Dunque tanti, in situazioni molto diverse, nella liturgia, nella lectio divina, in gruppi ecclesiali avvicinano la Parola di Dio. Spesso accompagnati anche dal dubbio di non stravolgerne il significato.

La risposta classica a questa preoccupazione è l’invito alla lettura in comunione con la Chiesa e il suo magistero. Un altro criterio lo troviamo però sfogliando proprio le pagine dell’Antico e del Nuovo Testamento, dove scopriamo che quasi mai ci sono riflessioni astratte, ma sempre ci si rivolge a persone concrete, che hanno dei volti e dei nomi, dei problemi... alle quali viene riconosciuta e spesso ridata dignità (Abramo, Mosè, Geremia, Maria, Zaccheo, Maddalena, il cieco, l’indemonia-to, ecc.). Se la meditazione della Bibbia dunque ci conduce a riconoscere la dignità delle persone che ci sono vicine (il prossimo), molto probabilmente siamo sulla strada corretta!

Carlo Gonella