Il flusso di notizie e di
conoscenze che ci raggiunge in tempo reale ci fa percepire spesso
la sensazione di trovarci in un torrente in piena, trascinati
nostro malgrado in una esistenza che percepiamo sempre “più
dilatata”, dove l’orizzonte in cui si vive è sempre più
vasto, senza confini.
Da ogni parte del mondo entrano nelle nostre
case immagini e suoni che tendono a cambiare i nostri linguaggi,
le nostre credenze e conoscenze, la nostra coscienza, perfino la
nostra personalità. Davanti alla televisione o in internet è
come se stessimo seduti sulla piazzetta del mondo a guardare cosa
succede, illusi di essere i protagonisti in prima fila. In realtà
siamo quasi ipnotizzati, resi disponibili a fare nostre tutte le
mode, le “verità” che questi potentissimi mezzi riescono a
comunicare.
Si dice: è la globalizzazione! Sarà, ma la
sensazione diffusa è quella di sentirsi inevitabilmente storditi,
frastornati, quasi incapaci di controllare appieno la situazione.
In questa condizione non sono pochi quelli che
cercano di tirarsi fuori dalla corrente, che provano a fermarsi
per rendersi finalmente conto di quello che succede e magari
provare ad ascoltare nuovamente la voce del cuore, della propria
interiorità per ritrovare un'armonia con se stessi e col mondo,
magari anche con Dio.
Antonio Denanni