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Pierluigi Baima Bollone

Una vita dedicata allo studio della Sindone

di Simona Bruera
Indiocesi.it - Anno 3 - N.3 - maggio 2007
 

   Il professor Baima Bollone, medico legale, ordinario di medicina e di giurisprudenza dell’Università di Torino, nel 1948 ha avuto la possibilità di eseguire la più complessa autopsia della sua carriera, un’autopsia senza salma, effettuata su un pezzo di stoffa, il sacro lino, la Sindone.

In totale il professor Baima ha lavorato sei volte sulla Sindone. Egli è il più entusiasta sostenitore dell’autenticità della Sindone. Nel 1978 prova la natura ematica di alcune tracce della Sindone. Sul lenzuolo ha trovato cellule umane, globuli rossi in corrispondenza delle lesioni, materiale che non può essere utilizzato da un pittore. Anche il lino a spina di pesce presenta una cucitura identica a quella di uno dei brandelli di stoffa rinvenuti a Masada, dove nel 72 d.C. un migliaio di zeloti si suicidano in massa per non cadere nelle mani dei romani. Sulla Sindone si trovano quarantotto tipi di pollini, buona parte dei quali cresce tra Gerusalemme e il mar Morto. Vi sono due impronte di monete nella zona delle orbite oculari che servivano per tener chiuse le palpebre dei defunti, una delle quali, la più piccola, battuta sotto Ponzio Pilato. Le ferite sono perfettamente coincidenti con il racconto degli evangelisti. L’esame medico legale attesta che la Sindone ha avvolto un cadavere per non più di quaranta ore perché non vi sono tracce di putrefazione. Un giorno, il professor Baima si è seduto ai piedi della Sindone e l’ha guardata obliquamente. Ha avuto la netta sensazione del rilievo, della terza dimensione. Sensazione provata anche da altri colleghi scienziati di diverse religioni, o atei. A tutti sembra che Gesù sia lì presente. Il professor Baima, come uomo, nella Sindone vede l’immagine di una sofferenza indicibile, come credente l’immagine vera di Gesù.

Simona Bruera