Leggo di un’assemblea
studentesca che ha snocciolato le crude cifre della
disoccupazione: “senza considerare il lavoro in nero e i nuovi
fenomeni di schiavitù, i lavoratori precari in Italia sono oltre
4 milioni, di cui 1.177.000 co.co.co. e a progetto, 106.000
collaboratori occasionali, 311.000 collaboratori con partita Iva,
502.000 contratti di somministrazione (ex interinali), 400.000
associati in partecipazione, 1.599.000 contratti a tempo
determinato. Nelle pubbliche amministrazioni i precari sono
250.587”.
Leggo anche la lettera pastorale
dell’arcivescovo-teologo Ignazio Sanna ai cattolici di Oristano,
intitolata Guardare sopra il sole (dell’1.01.2007, reperibile su
www.ignaziosanna.com) che colpisce per l’immagine forte
consegnata al titolo, così spiegata dallo stesso Sanna: “Troppo
spesso si sente ripetere il detto biblico: ‘niente di nuovo
sotto il sole’. Io vorrei che il mio ministero di verità e di
carità aiutasse tutti a guardare sopra il sole, e qui trovare
ispirazione e motivazione per vincere il fatalismo, ricominciare,
combattere la rassegnazione. L’espe-rienza ci dice che solo l’animale
guarda verso terra, mentre l’uomo è nato per guardare in alto.
Ma guardare in alto è espressione simbolica per dire ‘guardare
a Dio’. Bisogna ricominciare a guardare a Dio”.
Antonio Denanni