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GIORNALE DELL'UFFICIO SCUOLA INSEGNANTI DI RELIGIONE DELLA DIOCESI DI PINEROLO

 



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Pennellate bibliche

Maria ai piedi di Gesù

di Carlo Gonella
Indiocesi.it - Anno 3 - N.2 - marzo 2007
  Il vescovo di Pinerolo Mons. Piergiorgio Debernardi nell’anno pastorale in corso dedicato alla Parola di Dio, in Quaresima ha inviato alla chiesa pinerolese una lettera pastorale su questo tema. Con l’invito a leggere il testo integrale chiedendolo nelle parrocchie oppure scaricandolo dal sito internet della diocesi all’indirizzo: http://www.diocesipinerolo.it/Vescovo/mainVescovo.htm faccio mio il suo commento alla figura di discepolato di Marta e di Maria.

Mentre erano in cammino, Gesù entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo accolse nella sua casa. Essa aveva una sorella, di nome Maria, la quale, sedutasi ai piedi di Gesù, ascoltava la sua parola; Marta invece era tutta presa dai molti servizi. Pertanto, fattasi avanti, disse: “Signore, non ti curi che mia sorella mi ha lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti”. Ma Gesù le rispose: “Marta, Marta, tu ti preoccupi e ti agiti per molte cose, ma una sola è la cosa di cui c’è bisogno. Maria si è scelta la parte migliore, che non le sarà tolta” (Lc10,38-42).

Gesù è in viaggio verso Gerusalemme (Lc 9,51). Attraversa la Samaria, (…). Qui trova accoglienza e ospitalità presso la casa di Marta. Con lei c’è la sorella Maria (Lc 10,38-42). (…). Gesù voleva loro molto bene. Marta, appena Gesù entra in casa, lo accoglie e lo serve. Certamente Egli ha gradito questa ospitalità cordiale. Maria, invece, sedutasi ai suoi piedi, “ascoltava la sua parola” (Lc 10,39). Marta pare infastidita e gelosa dell’atteggia-mento di Maria e muove un rimprovero a Gesù, perché con il suo silenzio sembra approvare il comportamento inattivo della sorella: “Signore, non ti curi che la mia sorella mi ha lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti” (Lc 10,40). Ma Gesù non si turba, prende l’avvio da queste parole per affermare ciò che è più importante nella vita, qual è la gerarchia dei valori, qual è l’amore più grande che illumina e scalda tutti gli altri amori: Dio. Nella vita del discepolo e della discepola di Cristo non è possibile disgiungere queste due dimensioni, la contemplazione e l’azione. In Gesù sono strettamente unite e inseparabili. Anzi, separare l’una dall’altra, vorrebbe dire rendere meno autentica o l’una o l’altra. In ciascuno di noi ci deve essere l’entusiasmo di Marta che sa accogliere e servire, e l’ardore di Maria che desidera gustare la parola del Signore.

(…) Voglio invitarvi a guardare a Maria di Betania “seduta ai piedi” di Gesù mentre ascolta le sue parole. Non è soltanto una posizione fisica. È l’atteggia-mento abituale del discepolo e della discepola nei confronti del suo rabbi.

Stare ai piedi di Gesù” ha una grande valenza simbolica… vuol dire fondare la nostra vita su Gesù: è Lui la roccia su cui costruire la nostra casa; significa mettersi alla sua scuola e lasciare che i suoi esempi plasmino la nostra vita.

Anche noi, come Chiesa, dobbiamo “stare ai piedi” del Maestro per ascoltarlo.

Carlo Gonella