| |
Prima donna avvocato in Malawi ha avuto un ruolo di guida assieme
al marito Orton nella campagna per l'indipendenza nazionale nel
1964. Poche settimane dopo, la polizia del regime di Kamuzu Banda
rimasto poi al potere per 30 anni, costrinse la coppia all'esilio
in Tanzania. Nel 1981 alla vigilia di Natale è in Zambia con il
marito quando sono rapiti dalle forze di sicurezza dal Malawi e
riportati in patria. Qui sono accusati di alto tradimento e a
seguito di un processo farsa durato due mesi sono condannati a
morte. Nel giorno del verdetto, Vera sfidò la corte chiedendo la
parola, un atto proibito, fissò i magistrati e chiese in base a
cosa veniva condannata. La risposta fu: "Nulla ma sei
colpevole!" In carcere Vera venne torturata, le venne negato
il diritto di stare all'aperto, di ricevere visite, lettere e
notizie dal marito, doveva dormire sul pavimento di cemento. Fu la
fede a salvarla. Nel 1990 Amnesty International intraprese
un'azione urgente per il rilascio di Vera e Orton. Nell'autunno
1992 finalmente Vera e Orton si rividero per la prima volta in 8
anni. Orton morì l'anno dopo in carcere e Vera non ha potuto
assistere al suo funerale. In seguito Kamuzu Banda la graziò per
ragioni umanitarie e venne rilasciata il 24 gennaio 1993, dopo 12
anni di carcere.
Da allora Vera si è impegnata in modo totale a difesa dei
diritti umani, fondando anche l'ONG Malawi Carer, visitando
carceri e impegnandosi a favore delle donne vedove che non possono
subentrare nelle proprietà del marito in quanto la donna stessa
è proprietà del marito.
A.D.
|