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Supplemento d'anima

Chirwa Vera

di A.D.
Indiocesi.it - Anno 3 - N.2 - marzo 2007
 

   Prima donna avvocato in Malawi ha avuto un ruolo di guida assieme al marito Orton nella campagna per l'indipendenza nazionale nel 1964. Poche settimane dopo, la polizia del regime di Kamuzu Banda rimasto poi al potere per 30 anni, costrinse la coppia all'esilio in Tanzania. Nel 1981 alla vigilia di Natale è in Zambia con il marito quando sono rapiti dalle forze di sicurezza dal Malawi e riportati in patria. Qui sono accusati di alto tradimento e a seguito di un processo farsa durato due mesi sono condannati a morte. Nel giorno del verdetto, Vera sfidò la corte chiedendo la parola, un atto proibito, fissò i magistrati e chiese in base a cosa veniva condannata. La risposta fu: "Nulla ma sei colpevole!" In carcere Vera venne torturata, le venne negato il diritto di stare all'aperto, di ricevere visite, lettere e notizie dal marito, doveva dormire sul pavimento di cemento. Fu la fede a salvarla. Nel 1990 Amnesty International intraprese un'azione urgente per il rilascio di Vera e Orton. Nell'autunno 1992 finalmente Vera e Orton si rividero per la prima volta in 8 anni. Orton morì l'anno dopo in carcere e Vera non ha potuto assistere al suo funerale. In seguito Kamuzu Banda la graziò per ragioni umanitarie e venne rilasciata il 24 gennaio 1993, dopo 12 anni di carcere.

Da allora Vera si è impegnata in modo totale a difesa dei diritti umani, fondando anche l'ONG Malawi Carer, visitando carceri e impegnandosi a favore delle donne vedove che non possono subentrare nelle proprietà del marito in quanto la donna stessa è proprietà del marito.
                                                                                                                       A.D.