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| Davide Cervellin |
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Un non vedente che sa vedere oltre |
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di Simona Bruera |
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Indiocesi.it
- Anno 3 - N.2 - marzo 2007 |
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Davide Cervellin, 41 anni, sposato e padre di
quattro figli adottivi, è un imprenditore cieco che sa vedere
lontano. Aveva un lavoro, faceva il programmatore. Poteva
ritenersi fortunato, ma non gli bastava. Chiese al suo capo di
dargli la possibilità di fare di più, ma ottenne un rifiuto. Si
licenziò. Con i soldi della liquidazione e l’aiuto di un amico
e della moglie si mise in proprio. Ora Cervellin dà lavoro a
diciotto persone e fattura cinque miliardi l’anno. Il suo
impegno lo mette a disposizione di altri disabili. Produce
software per computer che si comandano con la voce, costruisce
display in caratteri Braille che sostituiscono il video,
automatizza appartamenti in cui si aprono porte e si accendono
luci con un semplice monosillabo. Cervellin è l’editore dell’unico
periodico per ciechi che si pubblica in Italia: “La Settimana in
Braille”. Per Cervellin, anziché la pensione, al disabile
servono servizi. Vorrebbe che fossero studiate le capacità
funzionali che il disabile possiede per progettare un percorso di
autonomia studiato su misura per ciascun individuo, dove il lavoro
diventa fondamentale. Solo in questo modo il disabile può
diventare autonomo. Nel suo “Centro Efesto”, Cervellin mette
in pratica il suo progetto di riabilitazione dei disabili.
Cervellin ha imparato a sorridere per primo della sua condizione e
si batte con tutte le sue forze perché si creino le condizioni
che permettano la realizzazione di chi è disabile. Queste sue
idee le porta avanti anche all’interno di Confindustria come
presidente della Commissione Handicap.
Simona Bruera
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