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GIORNALE DELL'UFFICIO SCUOLA INSEGNANTI DI RELIGIONE DELLA DIOCESI DI PINEROLO

 



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Cineforum
La fabbrica di cioccolato
di Tim Burton (2005)
Indiocesi.it - Anno 3 - N.1 - gennaio 2007
    Avete presente quei tipi bravissimi a raccontare storie, che quando parlano se chiudete gli occhi avete l'impressione di vedere quello che vi dicono? Ecco, Tim Burton è uno di quelli, e WW è una delle sue favole più belle, raccontata proprio come bisogna raccontarle, le favole: sognando, senza nessun 'rispetto' per la realtà, e soprattutto credendoci profondamente. Di magia questa storia appunto trabocca,e non si saprebbe da dove cominciare: forse dalla casa di Charlie, una specie di capanna della nonna di Cappuccetto Rosso, ma coi nonni moltiplicati per quattro, una mamma dolcissima, ed un buon papà; una incredibile concomitanza di eventi che portano Charlie a trovare il suo biglietto d'oro; il bizzarro Signor Willy Wonka; certamente il suo fantastico castello. Che è una fabbrica, certo, ma è soprattutto un castello fatato, in cui accade di tutto e in cui tutto può accadere. Ad averne le chiavi è un incredibile folletto, buono, ma netto nelle sue scelte e nelle sue idee, forte e deciso, ma con un cuore fragile e ferito.

Una favola che si rispetti, e che 'serva' veramente qualcosa, deve avere, lo sappiamo, una “morale”, e la storia di WW ce l'ha, la sua morale, profondamente buona ed 'educativa': i 'cattivi' - i prepotenti, i violenti, gli avidi, gli arroganti - vengono puniti, i 'buoni' - coloro che sono disinteressati, che sono 'fedeli',che credono nelle cose vere ed essenziali della vita, vengono premiati. Attraverso la visione del film, siamo magicamente accompagnati a sperimentare l'emozionante trionfo del bene sul male, un bene che abita nelle persone "piccole" e semplici.

Walter Gambarotto