Su chi fermare la nostra attenzione: sugli
angeli o sui pastori? No, non è il caso di addentrarci in un
difficile contraddittorio teologico. Vogliamo semplicemente
provare a leggere (se possibile con piacere) alcune righe della
Bibbia,per trarne qualche dolce suggestione.
Dunque gli angeli si rivolgono ai pastori, già
ma questi ultimi si sono fermati ad ascoltarli.
Ci avete mai pensato, in quella notte dove
tutti sono inquieti per il censimento, dove si va di fretta,
quando Giuseppe non riesce a trovare nulla per Maria, i pastori si
fermano ad ascoltare. Eppure faceva freddo: un buon brulé poteva
scaldare il corpo e magari anche lo spirito. Era buio, faceva
freddo: perché non una partita a carte al caldo in una qualunque
stalla? E poi, perché dar retta a personaggi così strani?
No! i pastori ascoltano e, buon per loro, danno
retta all’annuncio. Già, un annuncio: Angelo nella lingua greca
significa annunciatore. È bello pensare che Dio si curi così
tanto dell’uomo da disseminare sul suo percorso figure e segni,
persone e cose che, se guardate e ascoltate, danno coraggio.
Scaldano il cuore più del vino, danno forza più del pane, danno
luce più degli schermi televisivi o dei neon delle vetrine del
centro.
Danno un senso alla tua vita perché sono semi
d’amore! Sono la voce di Dio!
Attenzione però, c’è il rischio di passare
accanto e non accorgersi di nulla: gli angeli, ma chi ci crede?
Forse non hanno ali, forse a volte sono uomini e donne come
noi, ma se angeli sono indicano una direzione: quella di Dio