II popolo valdese ama molto la sua storia, si
direbbe che il libro di storia accompagni il Libro per eccellenza
che è la Bibbia che è tutto, manuale di teologia, di pastorale,
di spiritualità. Il valdese prega con la Bibbia in mano. La
storia mette sovente noi cattolici in difficoltà, ma mette anche
in crisi i valdesi di oggi, poiché le vicende storiche del
passato suonano rimprovero alla Chiesa cattolica in modo acuto per
via delle persecuzioni, ma è probabile che suoni anche rimprovero
all’indifferentismo che si è anche installato nel mondo valdese
in una fascia non lieve che ha abbandonato la vita della Chiesa e
si ricorda di essere valdese solo il 17 febbraio. C'è però a
questo riguardo un particolare che mi ha sempre colpito:
l'anagrafe valdese cioè quella praticata sui registri delle
comunità tiene conto solo dei membri attivi.
La confermazione è tappa molto importante
nell'itinerario di fede dei valdesi e la confermazione è
preceduta da un vero proprio catecumenato che riguarda i ragazzi e
le ragazze di 16-18 anni.
Ho conosciuto e conosco la Chiesa valdese nei
suoi mutamenti che in questi decenni non sono stati pochi.
Il valdismo del primo '900 oscillava fra la
corrente pietistica che noi diremmo oggi scelta eminentemente
religiosa e spirituale, un po' intimistica e rigorosa a livello
etico individuale e la cosiddetta corrente liberale un po'
desacralizzante, aperta alla cultura laica illuminista (tanto è
vero che ci furono molti pastori iscritti alla massoneria). Poi
c'è stata la svolta barthiana che vede nel nucleo del Ciabas
(gruppo di teologi, di pastori e di laici attorno a Giovanni
Miegge, il più grande teologo valdese del '900) i pionieri. Siamo
in pieno regime fascista, verso la fine della guerra. Il fascismo
nel mondo valdese non ha mai suscitato molti consensi e molta
simpatia, c'era comunque una fascia di ottimisti che si adeguava
anche per un senso di lealtà e per favorire un minimo di libertà
religiosa. È stato comunque grande il contributo valdese
all'antifascismo e alla resistenza, insomma c'è un filo che non
si è mai spezzato nonostante la tentazione al conformismo. […]
Comunque ai tempi di Lombardini la dirigenza
della Chiesa era piuttosto politicamente neutrale come lo era
sta-to in certo senso durante il ventennio. La svolta avvenne
allorché il gruppo barthiano divenne classe dirigente. E allora
abbiamo avuto Agape per opera di Tullio Vinay, un centro ecumenico
che ebbe subito una speciale attenzione per la teologia politica;
Vinay andrà poi a Riesi in Sicilia ove sorse quell'esperienza di
comunità a favore di una popolazione abbandonata a se stessa e
sfruttata, una certa intellighenzia valdese sarà vicina
all'esperimento di Comunità di Adriano Olivetti; con la guerra
nel Vietnam pastori e giovani valdesi sono presenti nelle file del
dissenso, si arriva persino a trovare un accordo fra fede e
ideologia marxista. La fede come assoluto, l'ideologia come
strumento di interpretazione sociale. Le prime aperture valdesi al
dialogo con i cattolici avvengono su questo terreno. Claudio Canal
frequenta Agape, c'è una particolare attenzione di pastori
valdesi alla parrocchia di san Lazzaro e alla Comunità di base di
don Barbero. La scelta politica e in particolare la candidatura di
Tullio Vinay al senato come indipendente nelle liste del Pci
suscita una certa reazione e nasce un movimento valdese di
borghesi e di moderati che contestano quella che essi dicono una
politicizzazione del valdismo.
È una stagione però che dura poco, poiché la
teologia e la fede sono elementi equilibratori non nel senso di
costituire un silenziatore, ma nel senso che riescono a ricondurre
il discorso in profondità, a rendere forti le motivazioni
religiose, a far prevalere la Parola di Dio sull'ideologia.
(2. Continua)
V.Morero, Pinerolo a memoria, 2001