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| Supplemento d'anima |
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Sara Lizia D'Mello |
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Indiocesi.it
- Anno 2 - N.5 - novembre 2006 |
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Sara Lizia D'Mello, proveniente dall'alta borghesia
indiana, ha scoperto la povertà e l'emarginazione che esistono in
India al seguito di Madre Teresa. Lei ricca ha scoperto l’altra
Bombay quando un giorno ha accompagnato Madre Teresa nei suoi
pellegrinaggi nei luoghi della miseria umana. È stato allora che
ha scoperto quelle migliaia di emarginati, straziati dalla
malattia e dalla lebbra, consumati dalla fame. Abbandonata la
ricchezza si è immersa in questo mondo di sofferenza e di dolore,
condividendo insieme ai malati la quotidianità, cercando di
infondere loro coraggio e speranza.
A convincerla è stata la scoperta di Vekroli,
uno di quegli slum che circondano come un cordone maleodorante e
minaccioso Bombay. Sono fogne a cielo aperto, dove neppure la
polizia entra. Vi trovano rifugio gli emarginati fra gli
emarginati, respinti dalle altre baraccopoli. Sara
D’Mello...segue da pag. 1
Tutte uguali, tutte sommerse dalle medesime
sofferenze e disperazioni, violenze e drammatiche promiscuità
La principale attività di queste persone è la
preparazione di una specie di acquavite, ottenuta con la
distillazione delle urine e con i rifiuti di frutta e verdura che
vengono raccolti nelle discariche e fatti bollire in una grande
caldaia. Col suo interventolo slum, a piccoli passi, ha cominciato
a cambiare volto. Sono state create delle scuole per bambini, dei
corsi per preparare infermieri, si sono formati gruppi di lavoro,
delle piccole cooperative, degli spazi per incontrarsi e
discutere.
È stata questa esperienza a portarla anche a
Kamathipura, il quartiere a luci rosse di Bombay, dove vivono 58
mila persone di cui seimila cinquecento «lavoratori del sesso».
È il più grande bordello dell'India, dove l'età delle
prostitute è sempre più bassa. Non c'è scampo a Kamathipura per
le figlie delle prostitute, destinate a seguire la sorte delle
madri. Qui Sara ha incominciato a seguire i bambini sin da
piccolissimi perché potessero avere un futuro diverso da quello
delle loro madri. «Abbiamo messo in pista un progetto di
solidarietà per queste bambine, perché potessero avere il
diritto ad un futuro diverso da quello delle loro madri».
A.D.
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