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GIORNALE DELL'UFFICIO SCUOLA INSEGNANTI DI RELIGIONE DELLA DIOCESI DI PINEROLO

 



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Supplemento d'anima
Léon Tshilolo
Indiocesi.it - Anno 2 - N.4 - settembre 2006
     Léon Tshilolo è nato in Congo, cinquant’anni fa, da una famiglia appartenente al ceto medio locale. È sposato con Marie-Denise, con la quale ha avuto sei figli, è laureato in medicina. Ha studiato in Italia e in Belgio, diventando pediatra, studioso di malattie tropicali e soprattutto è diventato uno dei maggiori esperti internazionali di drepanocitosi, una grave forma di anemia mediterranea diffusa in Africa. Una condizione per la quale ha avuto offerte importanti sia da un punto di vista scientifico che economico da varie strutture sanitarie del vecchio continente: “in primis” dal “Hospital Erasme” di Anversa, città dove ha effettuato buona parte degli studi e dove aveva anche la possibilità

di assumere la cittadinanza belga, come altri suoi connazionali. Il medico africano ha però ha rifiutato le offerte, preferendo rientrare nella sua terra. «La mia gente ha bisogno di medici più che gli europei» ha confidato ad amici italiani, motivando la scelta di tornare in patria, dove lavora con tenacia, ma dove il suo guadagno è pari a meno di un quarto di quanto avrebbe ottenuto lavorando da noi. Il dottor Tshilolo spiega di essere convinto della scelta, soprattutto per curare i giovanissimi in una terra dove la mortalità infantile sotto i cinque anni è di 207 bambini su mille: «La Medicina è un’arte, un mestiere, un servizio, ma soprattutto una vocazione», afferma il medico, ora direttore sanitario a Kinshasa. «Dare a chi non ha» è il suo stile di vita, come gli ha insegnato anni addietro un sacerdote italiano, che lo ha accolto mentre era studente all’università di Padova.