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GIORNALE DELL'UFFICIO SCUOLA INSEGNANTI DI RELIGIONE DELLA DIOCESI DI PINEROLO

 



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La speranza
di Antonio Denanni
Indiocesi.it - Anno 2 - N.4 - settembre 2006
     “Io speriamo che me la cavo” era il titolo di un libro di successo. Una speranza che più che una certezza era un desiderio. Un desiderio che ha poco di quell’«attendere certo» della speranza della fede che si radica nell’aiuto del divino. Chi spera opera con la sicurezza di essere sostenuto da un Altro.

Il filosofo tedesco Bloch nella sua monumentale opera Il principio speranza mostra come la speranza si insinui in tutte le manifestazioni dell’uomo, a partire dai sogni, che sono l’attesa di un mondo migliore. Finite le ideologie e le tensioni dei grandi ideali, sembra che siano finiti anche i sogni e le progettualità. Oggi ci si mette insieme non per raggiungere ideali comuni, ma interessi comuni.

La speranza biblica, che in Gesù Cristo si fonda nel Dio che fa vivere i morti, è sorgente di forza per vivere senza angosce e paure. È in Dio che si trova il futuro dell’uomo. Bloch, che pure si dichiarava non credente, affermava che “la religione contiene in sé i desideri più profondi degli uomini” e in fondo l’evoluzione dell’umanità, nel passaggio dalla scimmia all’uomo darwinianamente, è andata verso il meglio perché guidata da forze invisibili che noi non controlliamo, che la tradizione delle religioni chiama Dio.

Antonio Denanni