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Nella vita di ognuno capitano talvolta momenti di
crisi: situazioni in cui non sappiamo più che pesci pigliare.
Improvvisamente scopriamo che ci serve un amico.
Per molti di noi (per tutti?) in quelle
occasioni è stato importante avere un nonno o una nonna. Chi di
noi non ha nel fondo del proprio cuore un angolo speciale tutto
per lei (nonna) o per lui (nonno). Quante volte magari con un po’
di complicità ci hanno reso felici o ci hanno cavato dai guai?
Mi piace pensare ai Profeti dell’Anti-co
Testamento come a nonni che Dio ci ha voluto regalare. Come loro
talvolta sono brontoloni, ma quanto buon senso! Ci riprendono
quando si accorgono che stiamo per combinare qualcosa, ma poi con
quanto calore e affetto ci sanno incoraggiare!
Non credo che Isaia & C. si rivoltino nella
tomba a sentirsi salutare così: “Grazie nonno!” Vi sembra
esagerato? Provate a gustarvi questa pagina, proprio di Isaia (Is.
44,9 –20).
"Quelli che fabbricano gli
idoli sono gente da nulla. I loro dèi preziosi non servono a
niente. Quelli che li adorano non vedono e non si rendono conto;
perciò saranno coperti di vergogna.
Chi fabbrica un idolo o fonde una
statua si illude di averne un vantaggio. Quelli che li prendono
sul serio saranno umiliati, perché gli idoli sono stati fatti da
semplici uomini. Si radunino e si facciano avanti, tremeranno di
paura e saranno coperti di vergogna. Il fabbro lavora un pezzo di
ferro, lo arroventa con il fuoco e gli dà forma con il martello.
Lo rifinisce con le sue braccia robuste, finché ha fame ed è
sfinito, perché non beve e non riposa. Il falegname prende le
misure, disegna l'immagine con il gesso, misura il pezzo con il
compasso e lo lavora con lo scalpello. Gli dà una forma umana,
una bella figura d'uomo, che metterà in casa.Tiene
d'occhio un cedro da tagliare, sceglie un cipresso o una quercia e
li fa crescere robusti tra gli alberi della foresta. Oppure pianta
un pino che la pioggia farà crescere, usa una parte dell'albero
per accendere il fuoco, e una parte per costruire un idolo.
Mette la prima in un braciere per riscal-darsi e cuocere il pane;
con l'altra invece fa la statua di un dio e la adora con grande
rispetto. Con un po' di legna fa fuoco; arrostisce la carne, se la
mangia ed è sazio. Poi si riscalda e dice: Che bel calduccio! Che
bel fuocherello! Poi con il resto si costruisce un dio, il suo
idolo, lo adora, si inchina e lo prega così: Tu sei il mio Dio,
salvami!
Questa gente è troppo stupida per capire che cosa sta facendo:
hanno gli occhi e l'intelligenza chiusi alla verità. Nessuno di
loro riflette, nessuno ha il buon senso o l'intelligenza di dire:
Ho bruciato metà di un albero; sulla brace ho cotto il pane e
arrostito la carne che mangio. Dell'altra metà ho fatto un idolo
inutile. Mi prostro davanti a un pezzo di legno! Niente affatto!
La loro mente si nutre di cenere; il loro cuore è sviato, li fa
sragionare.
Il loro idolo non li può
salvare, ma essi non riescono a pensare: È evidente che quello
che ho in mano è un falso dio.
Carlo Gonella
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