“Baghdad, attentato: 80 morti”. “Trovato
il cadavere del bambino rapito”. “L’AIDS colpisce ormai un
quarto degli abitanti dell’Africa subsahariana”. “Ha chiuso
con la politica: deve tornare a casa!”. Sono solo alcune delle
notizie riportate dai giornali e dai telegiornali. Sono i segni
durissimi dei conflitti e del negativo che ci avvolge e, a volte,
sembra sovrastarci. Sono i segni delle crisi profonde che scuotono
il mondo a livello dello Stato, della famiglia, dell’economia,
delle culture…, dell’umano. Le notizie positive bisogna
andarle a cercare nelle ultime pagine dei giornali, a volte in
quelli specializzati.
“Eppure il vento soffia ancora!” afferma la
canzone di un noto cantautore, che prosegue: “Spruzza l’acqua
alle navi sulla prora/ e sussurra canzoni tra le foglie/ bacia i
fiori, li bacia e non li coglie/ eppure sfiora le campagne/
accarezza sui fianchi le montagne/ e scompiglia le donne fra i
capelli/ corre a gara in volo con gli uccelli/ Eppure il vento
soffia ancora!”. E nella pagina biblica il pastore solitario
invoca ad alta voce: “Signore, non voglio più essere solo, di
notte, e voglio che sia tu a tenermi compagnia. Voglio sentire la
tua voce, come un flebile suono nel vento”.
Antonio Denanni