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Pennellate bibliche
La solitudine, nemica o amica?
di Carlo Gonella
Indiocesi.it - Anno 2 - N.3 - maggio 2006
  Gesù si avviò allora verso il monte degli Ulivi. Ma all'alba si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui ed egli, sedutosi, li ammaestrava.
Allora gli scribi e i farisei gli conducono una donna sorpresa in adulterio e, postala nel mezzo, gli dicono: "Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?".
Questo dicevano per metterlo alla prova e per avere di che accusarlo. Ma Gesù, chinatosi, si mise a scrivere col dito per terra. E siccome insistevano nell'interrogarlo, alzò il capo e disse loro: "Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei".
E chinatosi di nuovo, scriveva per terra. Ma quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani fino agli ultimi.
Rimase solo Gesù con la donna là in mezzo. Alzatosi allora Gesù le disse: "Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?". Ed essa rispose: "Nessuno, Signore". E Gesù le disse: "Neanch'io ti condanno; va' e d'ora in poi non peccare più". (Gv. 8,1-11)

La pagina riportata è a tutti nota, proviamo però a rileggerla per evidenziare sottolineature che forse non sono così immediate, come quella della solitudine, prospettiva certamente rilevante nell’ambito della ricerca di spiritualità.

Sicuramente ognuno ha già potuto conoscere la fragranza ora dolce ora amara della solitudine. Consideriamola nella sua positività: quante volte ci è stato utile salire il monte degli Ulivi, isolarci, fare deserto per ritrovare serenità, equilibrio, per ritrovare noi stessi come anche l’evangelista Marco ci suggerisce “Ed Egli disse loro: "Venite in disparte, in un luogo solitario, e riposatevi un po'".(Mc. 6,31)

Nell’isolamento della preghiera e della meditazione possiamo anche trovare la forza per chiamarci fuori dal gruppo, come accade proprio a Gesù, che non ci sta a farsi coinvolgere nel sommario e un po’ ipocrita giudizio di chi trascina la donna. Già, ma talvolta non siamo noi a scegliere di star soli: si può essere soli anche nel bel mezzo di tante persone, come è successo alla donna emarginata e trascinata in piazza. È l’altra faccia del deserto che può essere devastante! Senza contare che, a volte, anche chi fa parte del gruppo in un amen può trovarsi abbandonato.

Tuttavia Giovanni pare dirci che una via di uscita si trova (quasi) sempre: Ma quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno. Anche per loro si ripresenta dunque la possibilità, in una ritrovata solitudine, di ripensare le proprie scelte ed eventualmente ripartire, stavolta, con il piede giusto.

Carlo Gonella