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Cineforum
La febbre
Film di  Alessandro D’Alatri (2005)
Indiocesi.it - Anno 2 - N.3 - maggio 2006
 

La storia raccontata nel film, tutto ambientato a Cremona, è quella di Mario Bettini (Fabio Volo), geometra di provincia e studente fuori corso di architettura, che si avvia alla trentina, ricco di idee, entusiasta della vita e pieno di voglia di viverla. Ha in cuore un sogno: aprire un locale con i propri amici. Per realizzare questo sogno è disposto anche a indossare panni diversi dai suoi, quelli di impiegato comunale. Mario cerca di portare il suo entusiasmo anche all'interno delle polverose stanze dell'amministrazione comunale, ma si imbatte in mille impedimenti e in un dirigente che sembra non perseguire altro scopo che mortificare i suoi slanci. Finché l'incontro con Linda (Valeria Solarino) e il confronto con un amico piuttosto 'anarchico', lo renderanno più audace nel perseguire quello che vuol fare davvero... 

Il film, attraverso le vicende personali di Mario e del contorno sociale, racconta come i malcostumi italiani (raccomanda-zioni, corruzione, burocrazia, mobbing) si frappongano tra il protagonista e la sua felicità.

Rispetto al tema di “Casomai”, lo sguardo di D'Alatri si fa più attento, interessato alla vita pubblica, quasi sociologico. E diviene inquisitorio, anche se lo stile si mantiene sempre piuttosto leggero. Il rischio consiste nel fatto che, mentre ‘La febbre’ parla della realtà, tutto è ammantato di fiaba. L’autore decide che è possibile rivestire la vita di sogno, perché la realtà da sola è muta e ciascuno la fa parlare come vuole: se si è come Mario B. la realtà sarà un sogno, a costo di farsi venire la febbre, con l'auspicio che possa trasformarsi in febbre di crescita. E' una dichiarazione d'amore e rabbia per l'Italia, ma non è un film contro. È un invito a costruire, a rimboccarsi le maniche, a cominciare da se stessi e dalla realtà quotidiana che ci circonda.

W.G.