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| Supplemento d'anima |
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Aung
San Suu Kyi |
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Antonio Denanni |
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Indiocesi.it
- Anno 2 - N.3 - maggio 2006 |
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Suu Kyi, figlia del padre dell’indipendenza
birmana, assassinato nel 1947, e di un’ambasciatrice, nasce il
19 giugno 1945 a Rangoon in Myanmar (Birmania).
Dal 1964 al 1967 studia filosofia, politica ed
economia all’Università di Oxford e dal 1969 lavora a New York
presso le Nazioni Unite. Il 31 marzo 1988, dopo molti anni,
rientra in Birmania per visitare la madre gravemente malata e da
quel giorno non tornerà più in occidente: resterà nel suo paese
per combattere la dittatura militare che opprime il popolo. Più
volte incarcerata, è insignita nel 1991 del premio Nobel per la
Pace e del premio Sakharov per la libertà di pensiero. Suu Kyi si
batte, in stile gandhiano, per la democrazia, il rispetto dei
diritti umani e la nonviolenza. I suoi modelli di riferimento sono
sempre stati Gandhi e suo padre. Dal primo ha appreso la dottrina
della nonviolenza; dal secondo l’umiltà e l’impegno per il
proprio popolo. Nel suo libro “Libera dalla paura”, questa
donna coraggiosa afferma che non è il potere che corrompe, bensì
la paura. Ecco perché per rispondere alla violenza del governo si
è impegnata ad agire senza paura, diventando simbolo della
speranza e di una forza più grande del potere armato.
Antonio Denanni
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