Dopo un lungo periodo in cui si è creduto che
le società contemporanee si avviassero verso un atteggiamento di
sempre maggior indifferenza verso il fenomeno religioso, oggi si
assiste a un crescente interesse nei confronti dell’esperienza
del sacro che coinvolge uomini e donne un po’ in tutti i settori
sociali. In molte aree del mondo, inoltre, la religione è
divenuta uno strumento politico di identità da contrapporre ad
altre, fino a trasformarsi a volte in un’arma da scagliare in
conflitti sanguinosi, con problematici effetti e ricadute anche
sulla convivenza nelle nostre società. In un mondo globalizzato,
le religioni, se per un verso contribuiscono a rendere il mondo
più uniforme, per l’altro verso agiscono come potenti fattori
di differenziazione e di contrapposizione.
La compresenza nelle nostre città di fedi
diverse è ormai un fatto acquisito, arricchito anche dalla
presenza di migliaia di stranieri immigrati.Questa situazione
complessa e plurale è carica di ricchezza, ma anche di potenziali
rischi. «La speranza è che il dialogo ci insegni ad ascoltare:
non solo noi stessi, non solo gli altri, ma Dio. Per questo è
bene non smettere di dialogare. Finchè si può». (Paolo Ricca,
pastore valdese).
Antonio Denanni