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GIORNALE DELL'UFFICIO SCUOLA INSEGNANTI DI RELIGIONE DELLA DIOCESI DI PINEROLO  



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Pinerolo a memoria
Una chiesa da raccontare (6)
di Vittorio Morero
Anno 2 - N.1 - Gennaio 2006
 

Quando il Movimento studenti contestò con una tenda in Piazza Fontana, la visita di Nixon al Papa, Mons. Quadri decise di trasferire don Barbero a vice-parroco di San Lazzaro e mi incaricò, mio malgrado, di assumere l'incarico di assistente spirituale del Movimento che allora aveva sede in Piazza Solferino. Ricordo il primo impatto con questi ragazzi, che erano poi ragazzi meravigliosi, costanti, attentissimi, molto solidali fra loro, un po' disordinati (ri-cordo la sede che trovai in uno stato pietoso). L'incontro avvenne sul sagrato di San Rocco il pomeriggio di un giorno feriale, in cui il movimento si radunava per una preghiera. Deposi la mia 1100 in Piazza Fontana poi mi avviai a piedi. Ebbi così modo di sentire, fra il bisbiglio generale qualcuno gridare: Ecco arriva Nixon. Fu un'accoglienza un po' fredda, ma era logico poiché il mio incarico aveva tutta l'aria di essere una normalizzazione, la quale poi non avvenne affatto, sia perché l'assistente non aveva la chiave del pa-trimonio ideologico del gruppo, sia perché don Barbero spostato a meno di due chilometri continuerà ad essere il leader effettivo del movimento e San Lazzaro a diventare quella parrocchia singolare, di avanguardia, quale è stata e quale è tuttora a salvaguardia del pluralismo cattolico che è da tempo prerogativa di questa chiesa.

È chiaro che anche dal mio osservatorio la mia Chiesa mi appariva allora terribilmente lacerata, ma era una visione anche un po' ingenua e primitiva dettata per lo più dall'abitudine di considerare l'unità come conformità, non come organismo dalle varie vocazioni e dai tanti carismi. I ragazzi di don Barbero traducevano don Milani e oggi don Milani è riconosciuto da tutti come significativa voce profetica, erano terzomondisti e quindi sposavano la causa dei popoli oppressi, chiamando imperialismo la politica del Pentagono e infatti siamo oggi tutti d'accordo anche in Usa nel chiamare coloniale la guerra del Vietnam e nel definire una tragedia l'assassinio di Salvatore Allende, erano portati a criminalizzare ogni potere suscitando reazioni e paure ma poi negli Anni '90 abbiamo visto che il petrolio vale bene una guerra, che anche un impero come quello dell'Urss può andar a pallino e che il rapporto fra politica e denaro aveva creato in Italia un sistema perverso di corruzione. La teologia? Chiesa povera, anzi talvolta dicevano anche morte della Chiesa, non in senso reale, ma nel senso teologico della cosiddetta morte di Dio a cui oggi corrisponde molto bene la teologia del Deus absconditus, del Dio che ama nell'impotenza della Croce. Senza dubbio hanno offeso. Hanno offeso l'area parrocchiale, soprattutto quando parlavano di religione-droga e commentavano maliziosamente le omelie dei preti, hanno offeso persino i cattolici di sinistra della Dc fischiando almeno un paio di comizi di Donat Cattin, hanno offeso anche gli insegnanti di religione accusati di diffondere la Parola di Dio a pagamento, hanno offeso persino gli uomini del Pci che chiamavano i dorotei di sinistra, persino l'aera più conciliare ed ecumenica che pure esisteva e stava nei paraggi della Fornace e dei quarantenni dell'ex Azione Cattolica, don Barra, don Mercol che s'incontrava con i pastori valdesi in un primo dialogo di approccio, insomma anche l'area del riformismo che Foti definiva entrismo o qualche volta con la famosa espressione di un romanzo che allora andava per la maggiore: cambiare perché nulla cambi. Non tutte queste offese, erano psicologiche e umorali, ma alcune sì.

(6.Continua)

V.Morero, Pinerolo a memoria