Quando il Movimento studenti contestò con una
tenda in Piazza Fontana, la visita di Nixon al Papa, Mons. Quadri
decise di trasferire don Barbero a vice-parroco di San Lazzaro e
mi incaricò, mio malgrado, di assumere l'incarico di assistente
spirituale del Movimento che allora aveva sede in Piazza Solferino.
Ricordo il primo impatto con questi ragazzi, che erano poi ragazzi
meravigliosi, costanti, attentissimi, molto solidali fra loro, un
po' disordinati (ri-cordo la sede che trovai in uno stato
pietoso). L'incontro avvenne sul sagrato di San Rocco il
pomeriggio di un giorno feriale, in cui il movimento si radunava
per una preghiera. Deposi la mia 1100 in Piazza Fontana poi mi
avviai a piedi. Ebbi così modo di sentire, fra il bisbiglio
generale qualcuno gridare: Ecco arriva Nixon. Fu un'accoglienza un
po' fredda, ma era logico poiché il mio incarico aveva tutta
l'aria di essere una normalizzazione, la quale poi non avvenne
affatto, sia perché l'assistente non aveva la chiave del
pa-trimonio ideologico del gruppo, sia perché don Barbero
spostato a meno di due chilometri continuerà ad essere il leader
effettivo del movimento e San Lazzaro a diventare quella
parrocchia singolare, di avanguardia, quale è stata e quale è
tuttora a salvaguardia del pluralismo cattolico che è da tempo
prerogativa di questa chiesa.
È chiaro che anche dal mio osservatorio la mia Chiesa mi
appariva allora terribilmente lacerata, ma era una visione anche
un po' ingenua e primitiva dettata per lo più dall'abitudine di
considerare l'unità come conformità, non come organismo dalle
varie vocazioni e dai tanti carismi. I ragazzi di don Barbero
traducevano don Milani e oggi don Milani è riconosciuto da tutti
come significativa voce profetica, erano terzomondisti e quindi
sposavano la causa dei popoli oppressi, chiamando imperialismo la
politica del Pentagono e infatti siamo oggi tutti d'accordo anche
in Usa nel chiamare coloniale la guerra del Vietnam e nel definire
una tragedia l'assassinio di Salvatore Allende, erano portati a
criminalizzare ogni potere suscitando reazioni e paure ma poi
negli Anni '90 abbiamo visto che il petrolio vale bene una guerra,
che anche un impero come quello dell'Urss può andar a pallino e
che il rapporto fra politica e denaro aveva creato in Italia un
sistema perverso di corruzione. La teologia? Chiesa povera, anzi
talvolta dicevano anche morte della Chiesa, non in senso reale, ma
nel senso teologico della cosiddetta morte di Dio a cui oggi
corrisponde molto bene la teologia del Deus absconditus, del Dio
che ama nell'impotenza della Croce. Senza dubbio hanno offeso.
Hanno offeso l'area parrocchiale, soprattutto quando parlavano di
religione-droga e commentavano maliziosamente le omelie dei preti,
hanno offeso persino i cattolici di sinistra della Dc fischiando
almeno un paio di comizi di Donat Cattin, hanno offeso anche gli
insegnanti di religione accusati di diffondere la Parola di Dio a
pagamento, hanno offeso persino gli uomini del Pci che chiamavano
i dorotei di sinistra, persino l'aera più conciliare ed ecumenica
che pure esisteva e stava nei paraggi della Fornace e dei
quarantenni dell'ex Azione Cattolica, don Barra, don Mercol che
s'incontrava con i pastori valdesi in un primo dialogo di
approccio, insomma anche l'area del riformismo che Foti definiva
entrismo o qualche volta con la famosa espressione di un romanzo
che allora andava per la maggiore: cambiare perché nulla cambi.
Non tutte queste offese, erano psicologiche e umorali, ma alcune
sì.
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